GEAPRESS – Si apre oggi a Malta, la stagione di caccia primaverile. Nel “regno” dei cacciatori (Malta, a livello mondiale, ha una densità di doppiette altissima) è consentito tutto quanto, o quasi, altrove vietato. Si può sparare dai natanti, l’uccellagione è consentita ed anche la caccia primaverile non è un problema.

Per BirdLife Malta una situazione allo sbando. Di fatto una “tolleranza zero” per un fenomeno dannosissimo, quali le cacce nei periodi di riproduzione e migrazione nuziale delle specie.  Nelle scorse stagioni di caccia primaverile i protezionisti maltesi ebbero modo di documentare numerosi atti di bracconaggio perpetrati nei confronti di falchi ed altri rapaci in migrazione  (vedi foto).

Oltre 9500 domande sarebbero infatti pervenute alle autorità maltesi per imbracciare le doppiette in primavera. Il continuo equilibrio tra uno o poco più deputati che finora aveva favorito la caccia ai facili consensi (Partito Nazionalista e Laburista differivano  meno di un punto percentuale), è ora venuto meno. Le cose, però, al posto di migliorare, sono peggiorate. Lo scorso marzo, infatti, i socialisti hanno vinto in maniera decisa sui nazionalisti. 55,1% contro il 43,1%. Ed invece, al posto di regolamentare una situazione venatoria a dir poco paradossale, tra i primi provvedimenti c’è stata l’eliminazione della speciale tassa sulla caccia che era servita a ridurre il numero delle doppiette in campo.

Il risultato immediato si è visto con le 9500 domande di caccia primaverile, contro le 6110 dell’anno scorso. Non solo. Per prevenire le azioni dell’Unione Europea contro l’insensata caccia primaverile a Tortora e Quaglia, Malta aveva deciso di destinare sette agenti ogni 1000 cacciatori. In pratica, fa notare Birdlife Malta, dovrebbero essere operativi 66 agenti ma lo speciale corpo di polizia antibracconaggio (ALE) ne ha solo 18 peraltro non operativi nel Bengodi dei cacciatori maltesi: l’isola di Gozo. Non male per il Primo Ministro maltese Joseph Muscat il quale, in campagna elettorale, aveva ribadito come i cacciatori maltesi avrebbero con lui goduto degli stessi diritti di quelli degli altri paesi UE. La caccia illegale, poi, non sarebbe stata permessa.

Nelle ultime dodici ore, rileva BirdLife Malta, il Governo ha cercato di rafforzare l’organico ma per Steve Micklewright, direttore esecutivo di Birdlife Malta, “il Governo non è affatto preparato ad intensificare i controlli in maniera sufficiente con l’enorme aumento del numero di licenze di caccia primaverile“.

BirdLife Malta chiede ora al Governo di sospendere la caccia primaverile almeno fino a quando si potrà realisticamente dimostrare che essa ha le carte in regola per la corretta applicazione di una deroga alla Direttiva europea sulla protezione degli uccelli.

Intanto, dalle 4.00 di stamani, dunque prima dell’alba, a Malta si spara.

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