fringuello in gabbia
GEAPRESS – La Commissione europea ha chiesto al Governo maltese di riconsiderare la decisione di riprendere la cattura di avifauna protetta.

Si tratta, ricorda la nota diffusa dalla Commissione Europea, di una pratica tradizionale per l’arcipelago, ma vietata dalla normativa UE sulla conservazione degli uccelli selvatici.

La deroga voluta da Malta è quella alla direttiva UE sugli uccelli che, secondo la stessa Commissione, rappresenta il cardine della politica europea per la difesa della  biodiversità.

Come è noto gli Stati membri possono derogare all’esigenza di rigorosa tutela solo in mancanza di altre soluzioni comunque subordinate alle esigenze di conservazione. E’ proprio questo il punto ora contestato dalla Commissione Europea:  tale giustificazione per Malta  non sembra esistere. Per questo la Commisisone ha  inviato  una lettera di diffida, ove si invitano le autorità maltesi  a rispettare le norme comunitarie e di rispondere entro un mese confermando la decisione comunitaria.

E’ interessante notare quanto aggiunto dagli Uffici della Commissione al comunicato ora diffuso. Gli aspetti relativi alla cattura di uccelli vivi, non riguardano infatti solo Malta ma anche altri paesi e tra questi l’Italia con la nota ed annosa questione dei “richiami vivi”,

In Europa, riporta la Commissione, molte specie di uccelli selvatici sono in declino. Tale fenomeno rappresenta un elemento di disturbo dell’equilibrio biologico ed una grave minaccia per l’ambiente naturale e per questo la Direttiva 2009/147/CE del Consiglio concernente la conservazione degli uccelli selvatici, mira a proteggere tutte le specie di avifauna dell’Unione. La Direttiva, vieta in modo particolare le attività che minacciano direttamente gli uccelli, come uccidere o catturarli oltre che la distruzione dei nidi e la rimozione delle uova, le attività connesse, come il commercio di uccelli vivi o morti. Pochissime sono le eccezioni. La Commissione ha inoltre voluto sottolineare la protezione degli habitat per le specie minacciate e migratorie da attuarsi, in particolare, attraverso la creazione di una rete di Zone di Protezione Speciale (ZPS).

L’articolo 9 della Direttiva prevede inoltre limitate possibilità di deroga all’obbligo di rigorosa tutela. Casi eccezionali possono ad esempio riguardare esigenze sanitarie come la sicurezza pubblica o  aerea, piuttosto che prevenire gravi danni alle colture, al bestiame, ai boschi, alla pesca  e per la protezione della flora e della fauna.

Dunque quanto di tutto ciò è pertinente con la decisione di Malta?

A tale proposito la Commissione ricorda come nel trattato di adesione alla UE sia stato concesso, proprio a Malta,  un regime transitorio. Secondo tale accordo si sarebbero dovuto gradualmente eliminare il prelievo dei fringuillidi, tenendo conto del tempo necessario per stabilire un programma di riproduzione in cattività. Il regime transitorio è però scaduto nel 2008.

Quali esigenze hanno ora portato alla riapertura della cattura dei poveri uccelli?

Le specie interessate sono le seguneti: Fringuello (Fringilla coelebs), Fanello (Carduelis cannabina), Cardellino (Carduelis carduelis), Verdone (Carduelis chloris), Frosone (Coccothraustes coccothraustes), Verzellino (Serinus serinus) e Lucherino (Carduelis spinus).

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati