GEAPRESS – Lo deve aver mirato per benino dal momento in cui il foro del proiettile si trova in pieno torace sinistro. Poi ha preso il giovane lupo ucciso ed ha cercato di nasconderlo. Il Corpo Forestale dello Stato, Comando Stazione di Brisighella (RA), aveva infatti notato i rami di ginestra spezzata che erano serviti, come poi si è scoperto, ad occultare il lupo. L’uccisione, risalente a pochissimi giorni addietro, ha riguardato un animale che, secondo il Corpo Forestale dello Stato, nell’appenino romagnolo e faentino in particolare, si nutre solo di animali selvatici. Nessuna predazione, dunque, di animali domestici, i cui eventi sono peraltro rimborsati dallo Stato. Un atto, dunque, che non trova alcuna giustificazione neanche in un pur sempre deprecabile episodio di bracconaggio che fa seguito ad uccisione di animali domestici. E dire, spiegano i Forestali, che il lupo è importante per il ruolo che svolge nella catena alimentare e negli equilibri faunistici.

La carcassa del povero lupo, è stata trasportata all’Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia Romagna, sezione di Lugo. Qui è stata confermata l’uccisione per colpo di arma da fuoco, la giovane età dal lupo e che trattavasi di un animale in buono stato di salute. La Forestale ricorda che per tutte le segnalazioni di emergenze ambientali è sempre attivo il numero 1515.

Fine di un altro lupo italiano. Lo scorso 29 gennaio (vedi articolo GeaPress) avevamo pubblicato lo “Speciale Lupo”. In tutto cinque lupi uccisi dall’inizio dell’anno, ai quali devono aggiungersi altri due, morti investiti, in Abruzzo (vedi nota GeaPress) ed in Piemonte a Prata di Vogogna (VB), uno dei Comuni del Parco Nazionale Val Grande. In quest’ultimo caso si era trattato di un investimento provocato da un treno. Sull’episodio intervenne la LIPU la quale ebbe a sottolineare il pericolo derivante dall’aggressione di insediamenti ed infrastrutture al territorio italiano.

Un altro lupo, secondo notizie pervenute a GeaPress, è stato invece ucciso nei giorni scorsi nel centro Italia, ma su questo sono in corso le indagini degli inquirenti.

In tutto, escluso quest’ultimo caso, sono ora sette i lupi morti in Italia dall’inizio dell’anno. A quello di Brisighella, morto per colpo di arma da fuoco, se ne aggiungere un’altro ucciso da un laccio di bracconiere a Mormanno (CS), nel Parco Nazionale del Pollino, uno probabilmente avvelenato nel Parco Naturale Sirente Velino (AQ) ed una testa di lupo come messaggio intimidatorio ritrovata a Visso, in provincia di Macerata. Vi sono poi i due lupi investiti in Abruzzo e Piemonte ed un altro ancora in provincia di Campobasso, le cui cause di morte rimarranno probabilmente ignote. In definita quasi un lupo a settimana. Ovviamente si parla solo di quelli ritrovati. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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