GEAPRESS – Tragedia sfiorata ieri a Lumezzane, dove ignoti hanno tranciato i tubi dell’impianto frenante dell’autovettura di servizio del WWF. Le Guardie erano impegnate in un servizio antibracconaggio in località Prati Comuni dove veniva sorpreso un cacciatore capannista che esponeva richiami di fringuello e peppola (specie protette) ed aveva abbattuto 7 fringuelli, utilizzando anche un richiamo elettroacustico.

Lungo la strada del ritorno (la vettura era stata parcheggiata nella strada che porta al Passo Cavallo), alla prima curva in forte pendenza, il freno non rispondeva più ai comandi. Solo grazie alla prontezza di riflessi della Guardia del WWF alla guida della autovettura, si riusciva ad azionare il freno a mano. La macchina andava comunque in testacoda dirigendosi, ormai sbandata, verso un precipizio. Si è fermata appena sull’orlo del baratro. Dalle successive verifiche risultava che l’impianto frenante era stato manomesso.

L’episodio è di una gravità inaudita – ha commentato Antonio delle Monache, coordinatore delle Guardie del WWF Lombardia – chi ha manomesso i freni voleva chiaramente uccidere le Guardie. La strada è ripidissima e se non fosse stato per l’abilità del conducente l’auto sarebbe precipitata con conseguenze che si possono immaginare.”

Nel mese di ottobre le Guardie WWF hanno denunciato 13 cacciatori per aver abbattuto animali protetti o per aver utilizzato richiami elettromagnetici. Oltre 100 gli animali protetti sequestrati. Tutti gli interventi sono stati coordinati con le Forze dell’Ordine ( Polizia Provinciale, Corpo Forestale dello Stato, Carabinieri e Polizia di Stato).

Per il WWF non ci sono dubbi. Nella provincia di Brescia esisterebbero delle vere e proprie zone franche dove i bracconieri fanno quello che vogliono. “Non ci lasceremo certo intimidire – ha aggiunto Delle Monache – Continueremo nella nostra opera, sempre condotta con la massima responsabilità e correttezza. Vorremmo che questo grave episodio faccia riflettere le associazioni venatorie: prendano le distanze dal bracconaggio e si termini con accuse strumentali alla vigilanza volontaria e agli organi istituzionali impegnati per il ripristino della legalità“.

La scorrettezza di molti cacciatori bresciani, ha aggiunto il WWF, travalica la provincia. Sette, infatti, sono i denunciati nella sola provincia di Pavia. Ad intervenire, in questo caso, il locale Nucleo delle Guardie del WWF. Grazie all’intervento della Polizia Provinciale e dell’Arma dei Carabinieri, sono stati posti sotto sequestro fauna protetta e mezzi di caccia vietati.

L’abbattimento di specie protette – spiega il Responsabile WWF – è purtroppo la norma in provincia di Brescia. Le pene sono assolutamente blande se confrontate al danno arrecato ad un patrimonio comune. Speriamo che le recenti sentenze di Cassazione che hanno stabilito che l’abbattimento anche di un solo fringuello e peppola costituisce reato, inducano maggiormente a rispettare la legge. Orientamento condiviso anche dalla Procura di Brescia con nota scritta del Procuratore Capo di Brescia Dottor Salomone al Nucleo Guardie WWF“.

Le segnalazioni di bracconaggio possono essere comunicate al numero del WWF 328 7308288.

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