GEAPRESS – L’orso Dino è in Slovenia e lì passerà verosimilmente l’inverno. La notizia è stata comunicata dall’ Università di Lubiana. Con buona pace dello stesso Assessore della Giunta veneta Daniele Stival (quello delle cacce in deroga) che tanto si era prodigato per l’espulsione (bene che andasse) dopo che Dino aveva combinato qualche pasticcio nel suo territorio.

Un vero e proprio scontro che si concluse con l’immersione di Dino nei boschi alpini. Di lui si disse che fosse stato mangiato, ed invece, pian pianino l’orso Dino ha riconquistato i boschi slavi dove non parrebbe aver causato danni ad animali domestici. Meglio per lui e meglio per tutti, considerate le recenti polemiche che nel vicino Trentino hanno caratterizzato una gestione orso, fatta anche di proposte di fucilate per evitare improbabili tare genetiche di gusti famelici. Si disse addirittura che detenerli in cattività costasse di più di catturali o risarcire i danni causati. Tanto vale ammazzarli che spendere soldi. Eppure, solo nel trentino, sono stati finora censiti circa trenta orsi, fatto questo che avvalora come singoli episodi non possono generare manie persecutorie nei confronti di una specie che sta solo cercando di vivere secondo natura.

Se questo poi crea dei problemi di convivenza con le attività umane si deve intervenire, magari valutando anche l’incidenza di certe attività sull’economia del territorio e comunque prevenendo le possibili azioni dell’orso. Viceversa si rischia di fare una figuraccia, rincorrendo orsi, supponendo finanche che fossero stati mangiati, mentre in realtà pacificamente attraversavano le alpi (senza lasciar traccia) per andare a riposarsi da dove erano venuti. Con buona pace di Stival. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).