pettirossi e frosone
GEAPRESS – Diciotto su diciannove denunciati erano cacciatori. E’ questo il risultato dei controlli eseguiti dalle Guardie del WWF in Lombardia nell’ambito della campagna “Stop ai crimini di Natura”. Le aree di intervento, in appena sette giorni di attività, sono quelle della provincia di Brescia, Milano e Pavia.

L’intervento, svolto in collaborazione con le rispettive Polizie Provinciali, ha portato al sequestro di 18 fucili, undici richiami acustici vietati, un telefono cellulare usato come richiamo ed undici uccelli morti appartenenti a specie protetta. Tra questi, pettirossi, pispole, migliarini di palude, spioncelli e fringuelli.

Uno dei casi di bracconaggio, avrà una nota anche in Svezia. Uno dei Migliarini di palude sequestrati a quattro cacciatori con richiamo a Bagnolo Mella (ME), risultava essere stato inanellato proprio in Svezia. Il ritrovamento verrà così comunitato agli ornitologi svedesi. Uccellino protetto dalla legge, nato in Svezia ed ucciso dai cacciatori italiani.

A Pisogne (BS), invece, l’unico bracconiere senza porto d’armi. Un cacciatore, però, entra nel caso. Secondo quanto riportato dal WWF avrebbe ceduto il fucile. Per quest’ultimo la denuncia per incauto affido. Il primo cacciatoree di frodo, invece, dovrà difendersi dall’accusa di porto abusivo d’arma.

In totale, a fare da copofila sono sempre i cacciatori bresciani. Quindici in tutto, di cui due denunciati nella provincia di Pavia e Milano con l’accusa di uso di richiami acustici vietati e/o abbattimento di specie protette. Eguali accuse per un cacciatore bergamasco, denunciato nella provincia di Pavia: richiami acustici e abbattimento di specie protette.

Non mancano i casi di uccelli rapaci, come lo Sparviero rinvenuto ferito dalla Polizia Provinciale di Pavia e consegnato alle Guardie del WWF. L’animale è ora ricoverato presso il CRAS di Valpredina (BG) gestito dal WWF.

Antonio delle Monache, Coordinatore delle Guardie volontarie del WWF Lombardia, fa notare come “con questi ultimi giorni di attività siano ben 58 i cacciatori denunciati nell’ultimo mese, più due persone prive di licenza di caccia“. Per queste ultime anche la denuncia per furto ai danni della Stato (la legge sulla caccia impedisce l’applicazione di questo reato ai cacciatori) e porto abusivo d’arma. “Si tratta di un numero eclatante – ha aggiunto Delle Monache – che ben rappresenta il fenomeno del bracconaggio in Lombardia“. In particolare, quello che preoccupa, è l’uso da parte di cacciatori dei richiami vietati dalla legge. Salvo superiore intervento dell’Autorità competente, la legge sulla caccia non prevede l’immediato ritiro o sospensione della licenza.

In riferimento alla futura riorganizzazione delle competenze delle Province, il WWF auspica che non venga dispersa la professionalità acquisita dalle Polizie provinciali, oltre che la sinergia maturata tra le stesse, le Guardie Volontarie e il Corpo Forestale dello Stato.

Il coordinatore delle Guardie WWF di Milano, Filippo Bamberghi, sottoliena ioltre le “sempre più segnalazioni che pervengono al telefono antibracconaggio del WWF Lombardia e sulle pagine facebook del  Nucleo Guardie WWF” della stessa Regione. Le segnalazioni riguardano in genere richieste di intervento relative a spari vicino alle abitazioni, oltre che segnalazioni circostanziate, anche da parte di cacciatori, su episodi di bracconaggio.

Questo il numero antibracconaggio messo a disposizione dalle Guardie del WWF 328 7308288

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