andrea zanoni
GeaPress – Con la sentenza numero 1865/2013 la Quarta Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Lombardia ha accolto il ricorso della Lega Abolizione della Caccia (LAC) per l’annullamento della delibera della Giunta regionale di settembre 2012, che autorizzava le Province alla cattura degli uccelli da richiamo nei roccoli.

La sentenza, emessa il 6 giugno e depositata il 16 luglio 2013, cancella la decisione con la quale la Regione Lombardia aveva approvato un piano quinquennale (2012-2017) di riduzione progressiva delle catture con le reti dell’avifauna con l’obiettivo di rimpiazzare questa pratica con quella dell’allevamento e che prevedeva dal 2017 l’azzeramento dei roccoli.

Il collegio giudicante, presieduto dal magistrato Domenico Giordano, ha però ritenuto inadeguata la riduzione graduale del prelievo ed ha annullato la delibera. In particolare, riporta l’On.le Zanoni, nella sentenza del TAR “il provvedimento impugnato prevede una minima riduzione del 3,2% per il 2012, e poi del 10% per il 2013, del 16,67% per il 2014, del 33,33% per il 2015, del 50% per il 2016, e del 100% per il 2017. Ritiene il Collegio che l’entità di tale decremento non è pertanto sufficiente, in relazione alla modesta riduzione quantitativa prevista per l’anno 2012, di sole 1.500 unità, pari a circa il 3% del contingente catturabile, analogamente a quanto già ritenuto in giurisprudenza (T.A.R Lombardia, Brescia, Sez. II, 19.7.2012, n. 1393), in cui si è annullato un provvedimento che disponeva una riduzione delle catture pari al solo 1,96%, affermandosi che tale entità dava luogo ad una sostanziale stabilizzazione del fenomeno della cattura dei richiami vivi, che si pone in contrasto con la prospettiva del progressivo abbandono di questa pratica”.

Per l’eurodeputato Andrea Zanoni, vice Presidente dell’Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali al Parlamento europeo la decisione è senz’altro positiva “Ora la Lombardia e il Veneto sono avvisati: basta con l’uccellagione – ha affermato l’On.le Zanoni – Questa sentenza è una grande vittoria della LAC oltre che un segno di civiltà e rispetto della Direttiva Uccelli 2009/147/CE. In Europa sto portando avanti la battaglia contro l’utilizzo dei richiami vivi sin da quando sono stato nominato eurodeputato“.

Il 5 dicembre scorso Zanoni ha partecipato alla consegna di quasi 18mila firme alla Presidente della Commissione Petizioni al Parlamento europeo per chiedere il divieto in tutta Europa dell’utilizzo di uccelli selvatici come richiami vivi. Con le firme si è chiesto all’UE di proibire per sempre il possesso di uccelli selvatici, sia derivanti da cattura che da allevamento, utilizzati come richiami vivi nella caccia agli uccelli migratori e sottoposti ad atroci sofferenze.

I cacciatori – ha aggiunto l’On.le Zanoni – in seguito a tale bocciatura, dovrebbero avvalersi solo di richiami vivi da allevamento. Devono essere inoltre controllate rigorosamente queste strutture perché si deve avere la certezza che si tratti di allevamenti veri e non fasulli come sono la maggioranza di quelli attuali visto il fenomeno della cattura in natura di pullus di tordi nei nidi e l’inanellamento abusivo. Con la petizione consegnata in Europa è stato chiesto di vietare il possesso di uccelli selvatici derivanti da cattura o da allevamento utilizzati nella caccia ai migratori le cui modalità di stabulazione avvengano in condizioni etologicamente incompatibili. Mi batterò per uno stop definitivo all’impiego dei richiami vivi attraverso il loro inserimento nell’allegato dei mezzi vietati dalla Direttiva europea Uccelli 2009/147/CE».

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