GEAPRESS – Con il voto del Consiglio Regionale lombardo è stata oggi bocciata la procedura d’urgenza proposta dall’UDC in favore del progetto di legge per la caccia in deroga. La bocciatura è stata resa possibile grazie al voto determinante della Lega (secondo la quale bisogna attendere il parere dell’ISPRA), e del Pdl, andato a “rimorchio” secondo l’UDC.

Attendiamo ora gli sviluppi di una vicenda che ha visto una brusca virata in favore degli animali alla vigilia della sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha condannato l’Italia, proprio a seguito della legge lombarda e delle sue cacce in deroga. Non vi sarebbero, infatti, i presupposti scientifici. Nella sola provincia di Bergamo, ad esempio, la caccia in deroga riguarderebbe 4000 cacciatori d’appostamento. Forse un’occasione ghiotta per mordicchiare voti in un feudo leghista, tanto la multa dell’Europa la pagano i cittadini. Intanto la discussione del progetto di legge è rinviata a settembre. Decine di migliaia di uccellini migratori attendono … tremanti.

In questi giorni, comunque, è tutto il mondo venatorio in subbuglio. Ci si è messa pure la Corte Costituzionale che con una sentenza appena depositata ha bocciato la disciplina dell’attività di cattura degli uccelli selvatici da richiamo emanata in base alla Legge Regionale della Lombardia e della Toscana. Di fatto, l’uso dei richiami vivi risulterebbe incostituzionale.

In Sicilia, invece, l’ostacolo del calendario venatorio bloccato del TAR sarebbe superato. Secondo indiscrezioni arrivate direttamente dall’Assessorato competente ai cacciatori, con un nuovo calendario pronto a giorni.

Anche in altre parti d’Italia regna, però, confusione ed approssimazione. A Grosseto i cacciatori esultano per la caccia anticipata al colombaccio, salvo però doccia fredda di queste ore. Nelle Marche si sparerà in deroga al povero storno. In Sardegna i cacciatori plaudono per l’apertura della caccia a febbraio, mentre a Siena i seguaci di Diana esultano per le buone notizie relative alla caccia ai cinghiali ed ai caprioli. Solo lo scorso anno ne furono abbattuti quasi 19.000!!!

Chi va dritto come un treno pronto a deragliare, però, su un nuovo intervento della Corte di Giustizia Europea, è il Veneto. Come Cetto La Qualunque: più caccia per tutti! Deroghe a tutto consenso, e no ISPRA, anzi: si ISPRA ma deve essere, ovviamente, Veneto!

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