bracconaggio
GEAPRESS – Un anziano bracconiere è stato sorpreso nelle campagne di Suvereto (LI) dal Personale del Corpo Forestale dello Stato, Comando Stazione di San Lorenzo, mentre posizionava dei “lacci” destinati alla cattura di cinghiali, e quindi denunciato all’Autorità Giudiziaria per uso di mezzi di caccia non consentiti, secondo la normativa che regola l’attività venatoria (legge n. 157 del 1992).

I lacci sono costituiti da cavi in acciaio che vengono collocati nei passaggi obbligati della grande fauna terrestre; il cappio si stringe al collo degli animali in transito, che una volta sentitisi in trappola strattonano per tentare di liberarsi, fino al loro strangolamento dopo atroci sofferenze.
Queste trappole, riferisce il Corpo Forestale dello Stato, sono potenzialmente letali non solo per il cinghiale, che come è noto rappresenta l’obbiettivo di sempre, ma anche per altre specie di mammiferi, come volpi, istrici, tassi e persino cani da caccia che vi cadono durante le battute.

L’individuo denunciato è stato ripreso da una fototrappola opportunamente posizionata in una località ritenuta “a rischio”, causa i ripetuti casi di bracconaggio riscontrati in modo diretto o segnalati dalla cittadinanza. L’uso di nuove tecnologie, come appunto le fototrappole digitali che operano anche in condizioni di semi-oscurità, sullo spettro infrarosso, ed inviano SMS o messaggi di posta elettronica in caso di loro attivazione, è sempre più frequente nell’azione di contrasto ai reati ambientali, come lo sono appunto il bracconaggio o l’abbandono di rifiuti nelle aree naturali, fenomeni che causano un progressivo degrado ambientale.

Il Comando Provinciale di Livorno della Forestale tiene a precisare come nei primi mesi del 2014 la lotta al bracconaggio, sia come prevenzione dei reati, sia in termini repressivi, è stata intensificata.
E’ di pochi giorni fa il sequestro, sempre nel territorio di Suvereto, di esemplari di cardellino e lucherino, piccoli fringillidi protetti, illegalmente catturati per la loro vendita come richiami vivi; una perquisizione dei luoghi ha portato alla scoperta di reti e di decine di tagliole per uccelli, nascoste in un fabbricato di campagna e tutte sequestrate.

Il Corpo Forestale dello Stato invita i cittadini a collaborare con le istituzioni, segnalando episodi di bracconaggio, o i casi sospetti, per poter organizzare al meglio l’attività di contrasto ad un fenomeno sempre meno giustificabile nei tempi moderni.

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