GEAPRESS – La Forestale era già sulle loro tracce fin dalla prima intervista rilasciata a GeaPress (vedi intervista) dal dott. Davide Ciccarelli, Comandante Capo e Responsabile NIPAF del Corpo Forestale dello Stato di Livorno. Uccellatori napoletani che catturano fringillidi protetti dalla legge da trasferire, poi, nel mercato campano e napoletano in particolare. Duecento cardellini, per un valore minimo di 4000 euro, e poi giù verso Napoli. Secondo la Forestale questi quantitativi sono ottenibili già in poche ore di bracconaggio con le reti.

Tante indagini ed appostamenti ed infine l’impegno è stato premiato. La prima conferma arriva ai primi di settembre da Campiglia Marittima (LI) dove un magazzino era stato trasformato da un uccellatore napoletano in vero e proprio laboratorio (vedi articolo GeaPress).

Gli uccellatori napoletani, però, sono ancor di più. La Forestale ne è sicura. Arrivati anni addietro come manodopera per il settore dell’edilizia, hanno di fatto costituito un gruppo dedito alla cattura di fauna protetta. Cardellini, Fringuelli ed altri piccoli uccelli canori protetti dalla legge da rivendere in Campania.

Il nuovo intervento è stato messo in atto proprio a Campiglia Marittima, nella frazione di Venturina. Un luogo importante non solo per le rilevanze naturalistiche (siamo nel Parco Val di Cornia) ma anche turistiche. I Forestale avevano eseguito, in più giorni, lunghi appostamenti fin dall’alba. Nascosto dietro un capanno nei pressi di un casello ferroviario, un uccellatore napoletano, residente da anni nella zona, era intento a manovrare due cordicelle. Con una poteva tirare la rete a scatto che avrebbe imprigionato i cardellini (vedi foto). Con l’altra strattonava l’imbracatura che costringeva un cardellino utilizzato come zimbello. Tale strumento di tortura caratterizza a Napoli il cosiddetto “incamiciato”. Lo zimbello strattonato si agita mostrando i vivaci colori dell’ala che fungono da attrazione per i cardellini selvatici. La cordicella lo cinge per il torace, passando da sotto le ali e l’attaccatura delle zampe. Per questo motivo il Corpo Forestale dello Stato, intervenuto con il Nucleo Investigativo (NIPAF) di Livorno unitamente al personale del Comando Stazione di Venturina, ha provveduto a denunciare l’uomo anche per maltrattamento di animali oltre che per i relativi reati venatori. L’uomo attirava gli uccellini nella rete tramite dei semi di girasole.

La successiva perquisizione domiciliare ha portato al rinvenimento di trentasei cardellini subito liberati così come disposto dall’Autorità giudiziaria.

Le successive indagini del Corpo Forestale hanno inoltre consentito di individuare un altro uccellatore napoletano trovato in possesso di due piccole gabbie, addirittura con dieci cardellini. Questi purtroppo non si sono potuti liberare perché da lungo tempo detenuti in cattività. Sono stati, quindi, consegnati al Centro di recupero della LIPU.

L’entità delle somme coinvolte nella tratta dei cardellini è considerevole. Un cardellino viene venduto per non meno di venti euro, ma un incrocio con il canarino vale intorno ai 250 euro. Quelli con particolarità di canto o variazioni del piumaggio, vengono di volta in volta quotati fino ad arrivare, in alcuni casi, ad alcune migliaia di euro.

Il Corpo Forestale dello Stato invita tutti i cittadini che ravvisano danni all’ambiente a contattare il numero verde 1515. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).