gabbia cinghiale
GEAPRESS – Continuano le operazioni antibracconaggio della Polizia Provinciale Provinciale di Livorno, intensificatesi soprattutto nel periodo estivo. Secondo la Polizia Provinciale in questo periodo gli animali selvatici diventano naturalmente più confidenti  e,  spinti dalla necessità di procurarsi sempre maggiori quantità di cibo, si avvicinano ai campi coltivati.

Nel mese di giugno, gli uomini del Distaccamento di Venturina, hanno denunciato un uomo di Suvereto colto in flagranza mentre collocava alcuni lacci-cappio in acciaio per la cattura di cinghiali ed istrici. I cappi, come è noto, provocano atroci sofferenze ai malcapitati animali, potendo colpire, sia alla gola, ma anche all’addome ed alle zampe. In alcuni casi è stata constatata l’amputazione.

In località Volpaiole nel Comune di Suvereto gli agenti avevano individuato alcune pietre sotto le quali era stato posizionato del granturco. Lo scopo era proprio quello di attirare i selvatici. Nei giorni seguenti, appurato che gli animali si stavano nutrendo, la Polizia Provinciale effettuava numerosi appostamenti durante tutte le ore del giorno e con l’impegno di diverse pattuglie. Durante uno di questi servizi, l’uomo veniva notato nell’atto di posizionare due lacci e immediatamente bloccato dagli Agenti nascosti nella vegetazione. E’scattata quindi la denuncia penale  per esercizio di caccia con mezzi non consentiti ed in periodo di divieto generale dell’attività venatoria, reati per i quali la legge prevede una forte ammenda. I lacci, strumenti micidiali che provocano una morte straziante al selvatico, sono stati sequestrati e verranno sottoposti a sicura distruzione.

Dopo pochi giorni, sempre una pattuglia della Polizia Provinciale del distaccamento di Venturina integrata da personale del Comando Provinciale e del Distaccamento di Livorno,  notava in località Botro ai Marmi, nel comune di Campiglia Marittima, la presenza di numerose tracce di cinghiali che durante la notte, per recarsi nei luoghi di pastura, percorrevano sempre lo stesso sentiero.

Insospettiti da questo anomalo comportamento, gli Agenti effettuavano accurati sopralluoghi e verificavano che i cinghiali si dirigevano con insistenza nelle vicinanze di un’abitazione. Avvicinatisi con circospezione, veniva così accertata la presenza di una gabbia predisposta per la cattura dei cinghiali nonché, nelle immediate vicinanze, di un piccolo recinto all’interno del quale erano stati appena catturati sette  ungulati. Si trattava di una grossa femmina con sei cuccioli già svezzati. Gli accertamenti portavano così all’immediatamente individuazione del responsabile. Si trattava di un abitante di Campiglia Marittima, denunciato all’autorità giudiziaria  per esercizio di caccia operata mediante cattura di fauna con mezzi illegali in periodo di chiusura generale dell’attività venatoria.

La gabbia ed il recinto con gli animali sono stati sottoposti a sequestro penale. La persona individuata  dalla Polizia Provinciale è stata deferita all’Autorità Giudiziaria per l’applicazione della sanzione penale prevista dalla legge sulla caccia.

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