GEAPRESS – Si chiamano selecontrollori, ovvero cacciatori abilitati dalle Province alle cosiddette cacce di selezione. Abbattimenti di ungulati ed altri animali, al di fuori dei periodi di caccia.

I fatti sono occorsi verso la metà di marzo ma sono stati resi noti solo ieri. Una pattuglia della Polizia Provinciale di Livorno, nel corso di un normale controllo nel comune di Suvereto località Calzalunga, li ha scoperti in attività di bracconaggio.  Gli Agenti, sentiti degli spari, hanno indossato i visori notturni in dotazione. Ad essere così scoperti sono state quattro persone, tutti selecontrolloti abilitati dalla Provincia, intenti a caricare due cinghiali eviscerati in una macchina.

I quattro sono ovviamente tutti cacciatori con regolare porto d’armi uso caccia. In quel periodo avrebbero potuto cacciare solo caprioli ed invece avevano ucciso due cinghiali già in parte macellati. Questo tipo di caccia era però chiusa dal 31 gennaio.

I quattro selecontrollori sono ora denunciati per avere esercitato in concorso tra loro la caccia in periodo di divieto generale. Ad essere sequestrati, oltre ai cinghiali, anche le carabine munite di ottica.

Ai quattro denunciati la Provincia ha già ritirato l’abilitazione alle cacce di selezione per un perido di cinque anni. Nulla, tranne superiore intervento dell’Autorità di Polizia, potrà invece essere operato sulla la facoltà di cacciare. La legge 157/92 consente di poter continuare ad essere cacciatore dovendosi registrare la sola possibilità di sospensione della licenza, per un periodo compreso tra uno e tre anni, ma solo a condanna divenuta definitiva. Nel caso di recidiva, e sempre a condanna definitiva, il ritiro.

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