GEAPRESS – E’ stato colto in flagranza di reato, ma le Guardie volontarie della LAC hanno dovuto attenderlo per molte ore nei pressi del suo terreno a Riotorto, in provincia di Livorno. Nel frattempo, secondo i suoi piani, una povera gazza, già rimasta prigioniera di una gabbia artigianale lunga un metro, doveva restare senza acqua e cibo ad attrarre altri animali. La gabbia, infatti, era divisa in due parti. La gazza, doveva servire ad attirarne altre. La chiusura a scatto ne avrebbe assicurato l’impossibilità di fuga.

La Polizia Provinciale, allertata dalla LAC, ha provveduto al sequestro della gabbia ed alla denuncia del bracconiere.

Ieri mattina la LAC Toscana ha fatto pervenire alla Procura della Repubblica di Livorno una denuncia dettagliata sui fatti accaduti, contestando l’esercizio di caccia con mezzi vietati e in periodo di divieto, detenzione di fauna selvatica senza autorizzazione e maltrattamento di animali.

La gazza, oltre a non avere cibo ed acqua, era di fatto privata di ogni libertà di movimento. Impedita pure nella semplice apertura delle ali. Le condizioni della gabbia erano, dal punto di vista igienico, molto precarie. L’animale, infatti, era verosimilmente detenuto da giorni. Probabilmente, dal posizionamento nel terreno, la gabbia non era mai stata pulita.

Nello stesso posto erano altresì detenuti una decina di cani da caccia.

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