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GEAPRESS – Un bracconiere con tagliole a scatto e gremignoli. Le prime serviviano per catturare i malcapitati volatili, i secondi, invece, costituivano l’esca. Un intero barattolo di quelle che più comunemente sono chiamate camole, ovvero larve di un piccolo insetto.

Il soggetto, così “armato”, era stato osservato dalla Polizia Provinciale nei pressi di una zona a macchia al confine tra i comuni di Rosignano Marittimo e Collesalvetti. Un’area peraltro interdetta all’attività venatoria.

Dopo un lungo appostamento, gli agenti lo hanno visto scendere da un’automobile  e  raccogliere una preda da una trappola. A questo punto il bracconiere è stato fermato ed è iniziata subito la ricerca delle altre trappole. Dalla perquisizione del veicolo, invece,  alcuni uccelli morti ed un barattolo di “gremignoli”, camole utilizzate come esca per gli uccelli insettivori.

Avendo fondato motivo di ritenere che l’uomo occultasse altre prove, al Polizia Provinciale ha esteso la perquisizione anche all’abitazione  ubicata in una zona di ripopolamento e cattura, dove la fauna è protetta. Si trovavano così altre quattro trappole innescate ed una quinta nella quale era stato catturato un fringuello.

L’uomo è stato deferito alla Procura di Livorno e la direzione delle indagini è stata assunta dal Sostituto Procuratore della Repubblica Dott. Daniele Rosa, che ha convalidato gli atti eseguiti dagli uomini e donne della Polizia Provinciale del distaccamento di Livorno. I reati contestati vanno dall’esercizio di caccia in periodo di chiusura generale, alla caccia esercitata con mezzi vietati, appunto le tagliole, uccisione di fauna protetta, esercizio di caccia all’interno di una zona di ripopolamento e cattura.

Complessivamente sono state sequestrate sessantadue tagliole metalliche a scatto oltre che il barattolo con le larve. Il carniere raccolto dal bracconiere era composto tutto da fauna protetta: 14 pettirossi, 1 passera scopaiola, 1 fringuello ed una cinciallegra. Tra le vittime anche un tordo bottaccio, specie cacciabile soltanto da fine settembre al 31 gennaio, pertanto al momento del sequestro, da considerarsi protetto.  Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria  la fauna dovrà essere distrutta.

Oltre ai reati commessi in materia venatoria, all’uomo sono state comminate anche diverse sanzioni amministrative.

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