fucile a tubo
GEAPRESS – Intervento, nella giornata di ieri, della Polizia Provinciale di Livorno. In località Botro mulino nel comune di Livorno, è stato fermato un bracconiere intento a cacciare cinghiali con un’arma da fuoco artigianale con scatto impostato dalla preda. Si tratta, spiega la Polizia Provinciale, di un’arma considerata clandestina dalla legislazione vigente.

L’operazione è poi proseguita, congiuntamente al Corpo Forestale dello Stato, presso il domicilio dell’indagato dove è stato scoperto quello che viene definito un vero e proprio arsenale di armi clandestine simili a quella rinvenuta nel bosco. In particolare si tratterebbe di armi di vario calibro alterate per aumentare la capacità offensiva; aumento dei colpi nel serbatoio oppure l’innesto di silenzatori. Sequestrati, inoltre, silenziatori e un fucile detenuto illegalmente.

L’uomo, un pensionato di Livorno, è stato arrestato e posto a regime di arresti domiciliari.

Nella mattinata odierna, comunica sempre la Polizia Provinciale, si è tenuta l’udienza direttissima, durante la quale è stato convalidato l ‘arresto, i sequestri e disposta  la misura cautelare degli arresti domiciliari.

L’arma clandestina usata per insidiare i cinghiali era collocata su un albero ad un’altezza di circa un metro e mezzo ed era pronta a sparare contro qualunque cosa o animale ne avesse sfiorato il meccanismo di scatto.

Il bosco interessato è un’area demaniale ricadente nel parco delle Colline livornesi dove è consentito il pubblico accesso ed in questo periodo è molto frequentato da cacciatori o raccoglitori di funghi. Per questo un’arma come quella installata poteva trasformarsi in una trappola micidiale anche per ignari frequentatori della zona.

Il pensionato è ora imputato di vari reati; detenzione armi da sparo nonchè di aver aumentato la potenzalità offensiva di talune di esse e per aver detenuto ed utilizzato armi clandestine di vario calibro. E’ inoltre accusato di costruzione artigianale di armi silenziate prive di punzoni e sigle identificative. In ultimo aver detenuto munizionamento in numero eccedente a quello consentito dal TULPS e per aver cacciato con mezzi non consentiti.

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