GEAPRESS – E’ morta stanotte Jedi, la femmina di Ibis abbattuta dal cacciatore di Lucca a San Vincenzo in provincia di Livorno (vedi articolo GeaPress). Aveva l’ala e la zampa destra con le ossa fratturate dalla rosa di pallini da caccia. Munizioni, riferiscono oggi dal CRUMA, lo speciale ospedale per uccelli della LIPU di Livorno, come quelle utilizzate per la caccia ai colombacci. Proprio sparando ad un gruppo di colombacci, il cacciatore quarantenne di Lucca ha abbattuto i due Ibis, o almeno così si è difeso. Difficile, però, immaginare che due Ibis, per dimensioni e tipo di volo, possono essere stati scambiati per dei colombacci.

Il cacciatore potrebbe ora solo rischiare il pagamento di una oblazione di circa mille euro per quanto riguarda la violazione della legge sulla caccia in merito all’abbattimento di specie particolarmente protette (vedi articolo GeaPress). L’uomo si sarebbe difeso aggiungendo che i due grossi volatili si sono trovati nella traiettoria di tiro.

L’Ibis era arrivato sabato scorso in condizioni molto critiche. Aveva perso molto sangue, tanto che prima di procedere all’intervento chirurgico si è reso necessario stabilizzare lo stato di salute dell’animale. L’intervento è avvenuto così lunedì.

Rimane in cura “Domino” l’Ibis colpito in altro episodio a Cecina (vedi articolo GeaPress). Anche in questo caso si tratta di fratture ossee alla zampa e all’ala. Sebbene l’animale stia facendo dei piccoli progressi, non è ancora fuori pericolo. Prognosi riservata, dunque.

L’Ibis invece che era assieme a Jedi è morto subito dopo l’abbattimento di sabato scorso, si chiamava Goja.

Tante apprensioni e sacrifici che ora si uniscono per la salvazza di Domino. Il CRUMA, lo speciale Ospedale della LIPU che GeaPress ha deciso di aiutare (VEDI PAGINA DEDICATA) era stato totalmente catapultato in questi giorni per la salvezza dei due Ibis. Jedi, morta stanotte, e Domino. Gianluca Bedini, Responsabile del CRUMA, nelle scorse ore prima della morte di Jedi, aveva diffuso una lettera “a firma” di Domino…

Ciao amici,
Vi scrivo dal Centro di Recupero per la Fauna Selvatica CRUMA della LIPU a Livorno.
Non preoccupatevi troppo per me. Ancora non riesco a capacitarmi di quello che è accaduto, ma fortunatamente la fucilata che mi ha abbattuto non ha colpito organi vitali. Il Dottor Renato Ceccherelli si è occupato dell’ala e della zampa che mi sono state spezzate dai pallini. L’intervento è durato quasi tre ore, e adesso, nel mio corpo ci sono anche dei chiodi d’acciaio che dovrò tenere finché le ossa non si saranno saldate. Il Dottore non ha ancora sciolto la prognosi, ma io sono fiducioso. Sono ancora molto debole, perché a quanto mi hanno detto ho perso molto sangue, ma le mie amiche umane Anne Gabriele Schmalstieg e Daniela Trobe sono venute a farmi visita e vederle mi ha molto confortato.
Purtroppo anche Goja e Jedi sono state abbattute da fucilate due giorni dopo che era successo a me. A loro è andata decisamente peggio. Goja è morta dissanguata in braccio ad Anne Gabriele che cercava disperatamente di soccorrerla. Non c’è stato nulla da fare. Uno dei pallini ha centrato in pieno un grosso vaso sanguigno toracico. Deve avere sofferto tantissimo, e mi piacerebbe credere che sia stata perlomeno una cosa veloce, ma dai dati estrapolati dal suo trasmettitore GPS so che è rimasta in vita ad agonizzare per quasi mezz’ora. Goja, è stata la prima e l’unica di noi che sia riuscita a fare il viaggio migratorio di andata e ritorno senza l’aiuto degli amici umani con i piccoli aeroplani. Non solo è morta un’amica, è morta una leggenda.
Jedi sta molto male. Ha una zampa e un’ala spappolate dal piombo, ma soprattutto, la cosa più grave è che un pallino gli ha perforato l’addome e questo preoccupa molto il Dottor Ceccherelli che sta facendo di tutto per salvarlo. Jedi ed io siamo vicini di stabulario, ma non riesco ad interagire con lei; posso solo vedere la sua atroce sofferenza, e credetemi, non c’è dolore più grande del dolore di chi ami!
Amici miei che siete sempre a nord… so che resistere all’inquietudine migratoria è impossibile, quindi no vi chiederò di non partire. Semplicemente volate più alto che potete alla larga dalla portata dei fucili. Gli umani non sono tutti come quelli del Waldrappteam che ci hanno allevato amorevolmente in Austria. L’Italia è un paese dove si possono incontrare trogloditi armati di fucile con un livello culturale probabilmente inferiore a quello che avevano i loro avi trecento o quattrocento anni fa. E non dimentichiamoci che se in quel periodo noi ci siamo estinti in Europa, la colpa diretta e indiretta è proprio da attribuire agli umani.
Spero di rivedervi tutti sani e salvi. Non so dirvi se ci rivedremo a breve in Maremma o più avanti in Austria o in Germania, ma credo che il mio prossimo viaggio lo farò con uno dei furgoni del Waldrappteam. Per tornare a volare c’è tempo.
Volate alto!!!
Ciao,
Vostro Domino

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