GEAPRESS – Le trappole illegali ad uso venatorio sono spesso in bella mostra nei siti web che parlano di caccia. Per ricordo delle tradizioni, cultori storici di attrezzi mortali che però strozzano, spezzano, falciano, tagliano, dissanguano, ed altre articolazioni di verbi facili, tanti sono, da elencare.

L’uso pratico, a parte i cultori storici che però inneggiano anche alla passione venatoria, sono ogni giorno nelle pagine dei giornali.

La rassegna delle ultime ore propone, ad esempio, l’intervento della Polizia Provinciale di Perugia che ha bloccato in località Macereto, nel Comune di Panicale, un uomo intento a piazzare lacci in metallo. Sistemati come un vero e proprio cappio lungo i sentieri battuti dalla fauna, avrebbero strozzato, se preso l’animale per la gola. Oppure, avrebbero potuto amputare le zampe eventualmente rimaste impigliate nel mortale attrezzo. Rispetto ai nostri cultori di tradizione venatoria, a volte strategicamente registrati in domini web di altri paesi (ma pur sempre in lingua italiana) la tradizione si è adattata ai tempi. Per fare il laccio, basta, infatti, un filo di freno di bicicletta.

A metà strada dell’evoluzione dei tempi, possiamo invece registrare il recentissimo intervento del Corpo Forestale dello Stato in provincia di La Spezia. Siamo in Val di Vara, e gli Agenti della Forestale hanno sorpreso un bracconiere mentre stava piazzando una grande gabbia-trappola che probabilmente, una volta armata e sistemata la pastura, doveva servire alla cattura dei cinghiali. Sistemi vecchi di secoli che però, ora, si presentano pure elettrosaldati. Utili, cioè, a resistere ad ogni urto. Un forcone come un’asta acuminata, attrezzi più discreti dell’invadente colpo di fucile, avrebbe probabilmente fatto il resto.

Ovviamente non potevano mancare le modernissime rivisitazioni di potenti armi dei tempi che furono. In questa vera e propria involuzione, ritorna di moda la balestra. E’ un mezzo di caccia vietato e, tutto sommato, più di recente adottato dai bracconieri. Per questo, forse, non compare nei siti degli storici cultori degli attrezzi di morte venatoria. A fermare il presunto bracconiere, con la micidiale arma ancora smontata, i Carabinieri di Livorno. Lui, novello Robin Hood, se ne andava tra i boschi di notte. I Carabinieri hanno sequestrato l’arma, vietata dalla legge sulla caccia che però consente l’arco con la freccia.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati