GEAPRESS – Erano andati in servizio di vigilanza venatoria, in occasione dell’apertura della stagione di caccia. Domenica scorsa la Polizia provinciale di Campobasso ha però rinvenuto numerosi richiami acustici a funzionamento elettromagnetico, riproducenti i versi dell’avifauna. La legge italiana, con un’impostazione quantomeno discutibile, ne vieta l’uso ma non la vendita. In pratica, nell’era di cd, mp3, lettori multimediali e quant’altro di idoneo ad ascoltare musica, la legge consente la vendita di strumenti azionabili a batteria ed adatti ad essere lasciati alle intemperie, per riprodurre tutta la notte il verso della quaglia. Puoi venderlo, ma non usarlo! Di fatto il bracconiere si recherà la mattina ad uccidere i poveri uccelli attratti in inganno dal verso continuamente ripetuto dall’aggeggio.

Inganno artificale, come il richiamo, o naturale. In quest’ultimo caso si tratta degli zimbelli. Piccoli uccelli appartenenti alla fauna selvatica, acciuffati con le reti ed altre micidiali trappole e costretti ad attirare altri conspecifici nelle trappole. In assoluto i campioni dell’illegalità sono i napoletani. Gli ultimi sono stati fermati meno di ventiquattrore addietro dalla Polstrada in provincia di Frosinone. Nel Lazio gli uccellatori partenopei sono stati più volte denunciati per le loro scorribande.

Nell’automobile avevano quarantaquattro cardellini, le reti per la cattura ed i soliti dispostitivi elettronici per i quali è vietato l’uso ma non la vendita. I soggetti denunciati avevano già reati specifici. Reati venatori che, purtroppo, non fanno paura a nessuno. Nonostante il giro milionario che alimentano, la legge italiana li punisce con blande previsioni contravvenzionali. A seguire a ruota i napoletani, sono gli uccellatori di Palermo. Il loro mercato domenicale, nel quartiere di Ballarò, è di fatto tollerato nonostante la vendita di specie protette ed illegalmente catturate.

Ritornando alla giornata di domenica, controlli anche della Polizia Provinciale di Brindisi. Nella sola Oasi di saline – Punte della Contessa, sono state elevate ben dieci sanzioni penali, per abbattimento di fauna protetta, ed esercizio venatorio in area di interdizione. Controlli pure a Brescia e Salerno, dove le Guardie Volontarie del WWF hanno contestato numerose violazioni penali. Si tratta, comunque, di violazioni di norme previste dalla legge sulla caccia la quale prevede la sola applicazione dei blandi reati contravvenzionali. Di fatto nessuna punibilità per le previsioni di arresto e solo piccole ammende. 

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati