GEAPRESS – Il recente rapporto del Corpo Forestale dello Stato sull’attività 2011 in Italia (vedi articolo GeaPress) ha messo in evidenza come alla positiva diminuzione di alcuni reati, non corrisponde purtroppo analoga tendenza per incendi e bracconaggio. Per quest’ultimo problema si registra un totale di 1.061 reati contestati (inclusi quelli della pesca) e 767 persone denunciate. Dato, ovviamente, che tiene conto dei soli interventi del Corpo Forestale.

Per la LIPU quello del bracconaggio è un fenomeno preoccupante che non può che confermare quello che la stessa Associazione va sostenendo da tempo, ovvero come aree del nostro paese siano tutt’ora letteralmente imperversate dai bracconieri. In particolare, secondo la LIPU, si tratta delle piccole isole, alcune zone del bresciano, della Sardegna e della Calabria. Tutte zone ancora caratterizzate dalla massiccia presenza dei bracconieri e criminali contro l’ambiente. Una situazione che per la LIPU non può più essere tollerata.

Testimoniamo vivo apprezzamento e riconoscenza – dichiara Fulvio Mamone Capria, presidente LIPU-BirdLife Italia – allo straordinario lavoro delle donne e degli uomini del Corpo Forestale e contemporaneamente sentiamo di dover rilanciare con decisione la necessità che il Corpo sia rafforzato, in termini di personale e risorse economiche“.

Per il Presidente della LIPU occorre che il Ministro Catania si faccia interprete verso il Governo di una esigenza che è senz’altro inderogabile. Questo anche alla luce dell’importante ruolo che l’Italia ricopre a livello internazionale sotto il profilo della migrazione degli uccelli, della presenza di biodiversità e della bellezza di natura e paesaggio. Una esigenza, quella di un maggiore intervento utile a contrastare il fenomeno, che è stata condivisa, sempre secondo la LIPU, anche dagli stessi dirigenti del Corpo Forestale dello Stato.

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