caccia linate
GEAPRESS – E’ confermabile quanto anticipato da GeaPress nei scorsi giorni, in merito alle molte decine di uccelli sventrati sequestrati nell’aeroporto milanese di Linate (vedi articolo GeaPress).

I quasi duecento animali, appartenenti a molte specie alcune delle quali rare e di difficile determinazione, potrebbero essere stati destinati al traffico illegale di trofei di caccia. Il tutto, riferisce il Corpo Forestale dello Stato nel comunicato odierno, in collegamento tra Europa, paesi mediorientali e paesi nordafricani. La stessa tesi, aggiunge la Forestale, già avanzata da molte associazioni ambientaliste: bracconieri ed imbalsamatori catturerebbero illegalmente, rari esemplari di fauna in varie aree del mondo, compresi parchi nazionali, per poi portarli in Europa dove verrebbero imbalsamati e immessi in circuiti illegali.

Dall’ispezione avvenuta lo scorso 14 giugno ma resa nota  giorni dopo, è emerso trattavasi di avifauna protetta dalla Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione (CITES). Quattro valigie con all’interno oltre 200 animali morti tutti appartenenti ad avifauna protetta: anatre, cicogne, ibis, aironi, tucani, fenicotteri, civette, poiane,  sono solo alcune delle specie rinvenute, tutte appartenenti a categorie protette.

I viaggiatori erano stati precedentemente fermati dal servizio passeggeri della Dogana  e dalla Guardia di Finanza per i controlli di routine  previsti per i voli provenienti da paesi extra-UE. All’interno dei bagagli erano state rinvenute le carcasse dei volatili e in considerazione del singolare ritrovamento sono stati allertati, come previsto dal protocollo operativo tra Agenzia delle Dogane e Corpo forestale dello Stato, gli esperti del Nucleo Operativo Cites della Forestale.

Secondo indiscrezione trapelata parrebbe che i tre maltesi presentassero nei loro documenti qualcosa che ha attirato l’attenzione nel corso dei controlli.

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