GEAPRESS – Nuova possibile batosta per una delle regioni più tenacemente filovenatorie italiane. Nella riunione del Consiglio dei Ministri di stamane, è stato infatti deciso di impugnare la legge regionale approvata lo scorso 31 maggio dal Consiglio Regionale ligure.

Le Associazioni ricorrenti (ENPA, LAC, LAV, Legambiente, LIPU, VAS e WWF) avevano tra l’altro sottolineato l’assurdità di una legge che prevede in chiave triennale la gestione della fauna. Un caso unico di cristallizzazione dello status delle specie. Secondo le Associazioni si tratta di tempi incompatibili con i piani di abbattimento i quali devono rifarsi ad una valutazione annuale delle popolazioni delle specie da abbattere.

Le critiche però, non finiscono qui. La legge non è assurda solo perchè triennale, ma anche per il fatto di essere …. legge. Al suo posto dovrebbe invece essere emananto un atto regolamentare, ovvero di natura amministrativa. In questa manierà, però, i giochi politico-venatori si espongono al ricorso innanzi al TAR. Si preferisce, perciò, ricorrere ad un provvedimento di legge ed in tal maniera i lunghi tempi di impugnativa della Corte Costituzionale possono non compromettere la stagione venatoria, anche se infine la legge risulterà impostata su principi illegittimi.

Il pronunciamento della Corte Costituzionale deve avvenire dopo il passaggio al Consiglio dei Ministri. E questo è quello che è avvenuto stamani.

La legge dello scorso 31 maggio era passata con il voto contrario dei soli consiglieri della lista Biasotti. Voto favorevole, invece, della sinistra, Italia dei Valori, Gruppo Misto ed UDC (vedi articolo GeaPress). Ci fu, inoltre, il complice voto di astenzione della destra, la quale ebbe poi a precisare con il Consigliere Scajola (nipote dell’ex Ministro) di aver preferito una legge ancor più a favore delle proposte filo venatorie (vedi articolo GeaPress).

Già lo scorso 15 giugno, ricordano le Associazioni, la Corte Costituzionale aveva impugnato altra legge regionale ligure che consentiva, caso unico in Italia, di potere esercitare l’attività venatoria anche con il buio, ovvero fino a mezz’ora dopo il tramonto.

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