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GEAPRESS – Per la seconda volta in pochi giorni. Prima il Consiglio di Stato, il cui stop era stato aggirato dalla Regione con un “nuovo” calendario venatorio che le associazioni avevano però definito “tappullo”. Subito annunciato il ricorso al TAR  che ha ora   sospeso  il calendario venatorio regionale. Lo comunicano soddisfatte le associazioni WWF, LAC e V.A.S. le quali, facendo riferimento alla protesta del consigliere Bruzzone a seguito della prima bocciatura (il Consigliere aveva “occupato” l’aula consiliare) lo invitano ironicamente “ai suoi sonni sul pavimento dell’aula consiliare“.

Il nuovo ricorso predisposto dallo studio legale del prof. Daniele Granara, esce dunque vittorioso  dagli uffici del TAR.  Con  Decreto Cautelare urgente il Presidente del Tribunale Amministrativo Regionale ha infatti disposto la sospensiva della Delibera  della Giunta Regionale del 18 ottobre.

Si trattava del provvedimento definito “tappullo”, ovvero quello proposto dall’assessore Briano, riferiscono sempre le associazioni. Carente dei pareri obbligatori della Commissione faunistica consultiva, e di quello dell’ Istituto Superiore  per la Ricerca Ambientale, che peraltro aveva già in precedenza abbondantemente disatteso, non ha retto al primo esame del TAR. Dunque chi si reca a caccia rischia una denuncia penale (pena da tre mesi ad un anno) , il sequestro di armi e  munizioni,  e la sospensione della licenza da uno a tre anni.

In pratica, Stop da subito ad ogni forma di caccia per i quasi 18.000 cacciatori liguri.

Commentano WWF,  LAC e VAS: “Il consigliere regionale Bruzzone – commentano WWF, LAC e VAS – può tornare ai suoi sonni sul pavimento o sui divanetti del consiglio regionale; per quanti ci riguarda la normativa sulla salvaguardia e gestione della fauna selvatica deve essere rigorosamente rispettata anche in Liguria, se per caso non si fosse ancora capito laggiù in Via Fieschi“.

Il mondo ambientalista continuerà a vigilare, anche tramite i propri legali,  contro eventuali nuove delibere gattopardesche, che tentino di cambiare qualche virgola eludendo il parere dell’Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale ; criticità erano già state evidenziate riguardo ai periodi di caccia troppo lunghi per alcune specie in inverno (tordi , beccacce), e al numero eccessivo di giornate di caccia nei mesi di ottobre e novembre, in cui si concentra il passaggio autunnale dei migratori. La Regione Liguria è priva di un piano faunistico regionale aggiornato, come prevede la normativa statale.

Purtroppo – hanno concluso le associazioni –  l’assessore regionale Briano quest’anno ha evitato un serio confronto  che portasse ad un calendario venatorio redatto nel rigoroso rispetto della normativa statale vigente, quando i dovuti  passi per evitare censure dei giudici amministrativi potevano essere percorsi con un minimo di buon senso, senza coltivare le frange più esagitate del mondo venatorio”.

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