storno
GEAPRESS – Accolto definitivamente anche il secondo ricorso presentato dalle associazioni e la Regione Liguria si ritrova ora condannata a pagare le spese legali. In sintesi spiega l’ENPA di Savona, l’elenco dei Comuni ammessi alla deroga sulla caccia allo storno era stato ampliato a dismisura.

Dunque, il provvedimento spara storni è bloccato dal TAR che ha annullato in via definitiva la delibera della Giunta regionale della Liguria n. 1224 del 3 novembre scorso, proposta dall’assessore Stefano Mai, che riapriva la caccia in deroga alla specie. Una prima delibera del 30 luglio 2015 era stata sospesa dal TAR con un’ordinanza cautelare del successivo 29 ottobre, per irregolarità sul sistema di annotazione dei capi abbattuti (solo a fine giornata, anziché dopo ogni abbattimento, come stabiliscono le norme nazionali). Con tempestività assente in altri importanti questioni pubbliche primarie, riporta ironicamente l’ENPA, dopo pochi giorni la Giunta regionale aveva emanato un provvedimento similare, ora annullato con sentenza di merito.

Nelle motivazioni della sentenza si fa esplicito riferimento alla irregolare caccia in 204 Comuni liguri, mentre la Regione aveva richiesto un parere obbligatorio all’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e per Ricerca Ambientale) per il controllo dello storno su soli 37 comuni; il secondo motivo di annullamento è la mancata indicazione di un carniere (limite massimo dei capi abbattibili) anche giornaliero, oltre che stagionale.

La Regione è stata condannata al pagamento di circa 5.000 euro alle associazioni ricorrenti (3.000 euro di spese legali, oltre ad IVA, bolli ecc.). L’abbattimento di storni in Liguria torna ad essere violazione penale con rischio di sequestro del fucile e delle prede abbattute. Ma ai numerosi animali uccisi, ricorda la Protezione Animali savonese, nessuno potrà restituire la vita illecitamente sottratta.
Il ricorso al TAR era stato presentato da ENPA, LAC e LAV

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