GEAPRESS – Un massacro rivestito da “contatto con la natura”. Così l’ENPA di Savona commenta l’apertura della stagione venatoria che domenica prossima si aprirà in Liguria. Un’apertura che disattende le stesse indicazioni dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) fatto, questo, a dire il vero valido per molte altre Regioni dai facili consensi venatori. L’ISPRA, infatti, sarebbe l’organo tecnico previsto dallo Stato per fornire, proprio alle Amministrazioni locali, pareri tecnici sulla tutela della fauna. Pareri, sottolineano all’ENPA di Savona, che sono obbligatori, ma diventano tali solo quanto fanno comodo ai cacciatori.

Basta vedere, a questo proprosito, come i calendari venatori liguri, ripropongano, nonostante i pareri dell’ISPRA, gli stessi “errori” degli anni passati. Si sparerà pure alla minilepre, una novità assoluta. Questa specie non originaria della Liguria è stata immessa per i cacciatori che continueranno ad essere rinfocillati di facili prede con nuovi popolamenti. Lo stesso principio, cioè, che ha portato varietà estranee di cinghiali che ormai entrano in città (proprio in Liguria), o dei Germani reali (questa, comunque, specie autoctona per l’Italia) nella foce dei fiumi liguri e che in questi giorni rischiano di morire di botulino. Da domenica di potrà sparare anche a loro, oltre che, tra gli anatidi, anche a canapiglie, fischioni, mestoloni, codoni, moriglioni, morette ed alzavole. Non se la passeranno meglio, sempre a partire dalla stessa data, gallinelle d’acqua, beccacce, beccaccini, pavoncelle e colombacci.

Tra i passeriformi, invece, il piombo colpirà tordi sassello, cornacchie, gazze e ghiandaie. Ma l’apertura settembrina non risparmierà neanche folaghe, allodole, merli, cesene, lepri, pernici rosse, conigli selvatici, ed il tordo bottaccio. Quest’ultimo piccolo e bellissimo uccellino, sopporterà la metà di tutti gli abbattimenti (mediamente 135.000 individui ogni anno). Va anche peggio per tre specie che, secondo l’ISPRA, sono in preoccupante declino se si continuerà ad uccidere. Si tratta della marzaiola, quaglia e starna.

E gli ungulati? Ad essere impallinati, fino alla fine del mese, saranno i maschi di capriolo e daino, mentre per il cinghiale si anticiperà la caccia finanche in boschi particolarmente fitti e con visibilità ridotta: escursionisti e cercatori di funghi sono avvertiti!

Questo perchè vi è la strumentale convinzione che la caccia possa servire a contenere le popolazioni di cinghiali, costituite, però, da animali estranei alla fauna italiana ed importati negli anni scorsi per la gioia dei cacciatori. In realtà, come più volte ha avuto modo di sottolineare l’ENPA di Savona, mancano gli studi scientifici che spieghino le dinamiche di queste popolazioni, mentre la caccia, in realtà, ha tutto l’interesse a mantenere lo stato attuale. Lo dimostrano, sempre secondo l’ENPA, gli stessi dati sui presunti censimenti forniti dalla Provincia di Savona.

Intanto da domenica prossima, avverà il contatto al piombo, con la natura. Il tutto in una Regione, che ha già un ricco curriculum di impugnative costituzionali per atti illegittimi in favore del mondo venatorio. 

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