GEAPRESS – La Regione Liguria ci riprova, ma continua ad andarle male. L’anno scorso le era stata bocciata la norma che ammetteva la caccia nella porzione denominata “paesaggio protetto” attiguo al Parco Alpi Liguri, mentre già nel 2000 la Consulta obbligò la Regione a vietare da subito la caccia nei parchi regionali.

Interviene ora la Corte Costituzionale, la quale con una sentenza dello scorso 3 novembre, ha stabilito, contrariamente alla interpretazione a maniche larghe della Regione Liguria, che solo i cacciatori residenti nei Comuni dei parchi naturali liguri potranno esercitare la caccia nelle “aree contigue” alle aree protette regionali.

Una sentenza che, secondo il WWF, fa uscire con le ossa rotte la Regione Liguria. La stessa Regione della caccia nelle ore di buio (vedi articolo GeaPress) ed allo storno (vedi articolo GeaPress).

La Regione dovrà ora rivedere la sua quantomeno permissiva, in senso filo caccia, norma che aveva dilatato l’accesso dei cacciatori nelle aree contigue ai parchi regionali a tutti coloro in regola con le tasse di iscrizione alle aree di caccia di loro interesse (A.T.C.).

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, cacciatori residenti nei parchi ed area contigua potranno cacciare solo in quest’ultima. Si tratta delle aree contigue dell’Antola (5832 ettari di area cont.),dell’Aveto ( 2670 ettari di area cont.), del Montemarcello-Magra ( 1206 ettari di area cont.) e di Portovenere ( 38 ettari di area cont.).

La Sentenza trae origine da un ricorso dell’associazione VAS-Verdi Ambiente e Società, che aveva impugnato il piano del Parco di Portovenere. Il TAR Liguria aveva trasmesso gli atti alla Corte Costituzionale sollevando l’eccezione di costituzionalità delle legge venatoria ligure del 1994 che allargava un po’ troppo le maniche.

LIPU, WWF, ENPA e LAC invitano ora le province e gli organi di vigilanza a far applicare la sentenza appena sarà pubblicata in Gazzetta. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).