GEAPRESS – Saranno in tutto 120.000, secondo la LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia), gli storni per i quali la Regione Liguria ha autorizzato l’abbattimento lo scorso 27 settembre. Salvi, in extremis, fringuello e frosone. In tal maniera, anche la Liguria avrà la sua caccia in deroga ai divieti comunitari. Secondo le disposizioni europee si potrebbe intervenire eccezionalmente e solo con modesti prelievi solo nel caso di gravi motivazioni, quali, ad esempio, dimostrati danni all’agricoltura. Ed invece, le italiche cacce di cosiddetta tradizione, vengono autorizzate dalle Regioni ogni anno (salvo impugnative, come ripetutamente avvenuto, di Corte Costituzionale e Corte di Giustizia europea) sulla base , accusano i protezionisti, di favoritismi elettorali.

In Liguria, poi, la LAC denuncia come un ulteriore studio, costato alla Regione ben 48.000 euro, ha ricalcato i risultati di un’altra ricerca, ove è risultato che lo storno non arreca alcun apprezzabile danno alle produzioni agricole. Di mezzo ai due studi, una sentenza di condanna da parte della Corte di Giustizia europea proprio contro la Regione Liguria e la sua caccia allo storno, analoga condanna della Corte Costituzionale, una mezza dozzina di sentenze del TAR negli ultimi 15 anni e per finire finanche il parere contrario dell’ISPRA, ovvero l’organo tecnico al quale lo Stato ha affidato la redazione dei pareri, disatteso dalla Regione.

L’ennesimo sfregio alla magistratura sarebbe ora passato, sempre secondo la LAC, grazie ad una alleanza PdL-PD sotto dettatura della Lega Nord. 

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