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GEAPRESS – Un nuovo grave caso di bracconaggio che riguarda l’ambito comunale di Licata, in provincia di Agrigento.

Dopo l’ Aquila del Bonelli, centrata da una fucilata all’ala (vedi articolo GeaPress), ed una Cicogna nera purtroppo deceduta nonostante le cure prestate (vedi articolo GeaPress) è ora la volta di una Poiana.

L’uccello rapace, protetto dalle disposizioni di legge nazionali ed internazionali, è stato consegnato al Centro di Recupero Fauna Selvatica e Tartarughe marine di Agrigento gestito dal CTS. Anche in questo caso il referto parla chiaro: ferite da arma da fuoco.

La Poiana è stata consegnata nella giornata di venerdì dalla Ripartizione Faunistica Venatoria di Agrigento. Secondo le prerogative della Regione Autonoma, spettano proprio a questi Uffici, distribuiti su scala provinciale, molte funzioni derivanti dalla legge sulla caccia.

Si dovranno ora stabilire, in base alla gravità delle ferite, quante possibilità ha la povera Poiana di essere recuperata alla vita selvatica. Di certo un concentrato di atti di bracconaggio che risalta finanche per la Regione Sicilia divenuta oggetto di molte critiche in campo protezionistico proprio in tema di  repressione  del bracconaggio. Proprio in Sicilia si trova uno degli hot spot del bracconaggio individuati dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) mentre nella città di Palermo insiste il più grande mercato di fauna selvatica in Italia. Venduti, direttamente in pubblica via, finanche uccelli rapaci e la tartaruga acquatica Emys trinacris, endemica della Sicilia.

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