cicogne uccise
GEAPRESS – Nuove terribili immagini in arrivo dal Libano. Migliaia di uccelli, anche di specie minacciate di estinzione, che cadono sotto il piombo dei cacciatori libanesi.

A darne comunicazione è il CABS, il nucleo di volontari specializzati in antibracconaggio che riprende quanto oggi pubblicato sulla pagina Facebook “stop hunting crimes in Lebanon”.

Decine di scatti dei cacciatori libanesi tra cui, forse, quello più drammatico: oltre trenta cicogne bianche uccise ed esibite.

Siamo di fronte ad un massacro che non ha eguali – ha dichiarato Marc Roger dello staff che gestice la pagina – Negli ultimi giorni in concomitanza con il passaggio dei migratori abbiamo raccolto centinaia di immagini di uccelli uccisi anche appartenenti a specie rare: aquile anatraie, aquile minori, falchi cuculi, re di quaglie e rigogoli a mazzi. Le cicogne vengono uccise soprattutto nei dormitori notturni. Abbiamo notizie di anche 250 esemplari abbattuti in una sola battuta di caccia. Non parliamo poi di passeriformi di tutte le specie uccisi a centinaia di migliaia. Persino i succiacapre vengono abbattuti a decine”.

In questo quadro drammatico, vi è però una notizia che gli stessi protezionisti definiscono straordinaria: il Ministro dell’Ambiente Mohamad Machnouk e il Ministro della Giustizia, hanno deciso di agire per la prima volta contro un gruppo di cacciatori che si sono fatti fotografare con oltre 500 uccelli protetti.

Il Ministro dell’Ambiente ha chiesto il carcere per un mese ed una forte multa.

Un intervento che è anche merito della campagna intrapresa un anno addietro dalla pagina Facebook, e del supporto fornito dal CABS. Proprio il CABS poche settimane fa aveva inviato una lettera al Ministro Machnouk allegando immagini, nomi dei cacciatori e link delle uccisioni più efferate.

E’ un segnale positivo, ma senza una reale implementazione della legge sulla caccia e un corpo di polizia specializzato nella vigilanza venatoria il problema rischia di essere irrisolto” conclude Marc Roger “ L’Unione Europea e tutti gli Stati da cui provengono gli uccelli migratori (Russia compresa) devono far sentire la loro voce: se si continua in questo modo tutti gli sforzi di tutela messi in campo sono vanificati!

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