sciacallo dorato
GEAPRESS – Caccia vietata, ormai da alcuni decenni, ma una recente denuncia del CABS, l’associazione internazionale specializzata nei campi antibracconaggio, ha messo in evidenza la tragedia della fauna libanese. Stanziale, come migratoria, sembrerebbe proprio essere lasciata al libero arbitrio dei circa 600.000 fucili da caccia.   Le loro “bravate” sono raccolte in un account facebook prodotto dal CABS. Ventimila scatti (vedi articolo GeaPress)  in una sorta di carrellata dell’orrore.

A questi scatti, si è ora aggiunta una nuova tremenda fotografia. Il suo post ha già fatto il giro del mondo e mostra lo scuoiamento di un povero sciacallo dorato. Non è chiaro perché i cacciatori lo facciano. Improbabile che il tutto possa servire alla pelliccia che pure in alcuni paesi ha un suo mercato. Alcuni cacciatori, tra le risposte al post, si sono dissociati. Altri avrebbero asserito che l’animale era già morto e che comunque trattavasi di un nocivo. Di certo chi ha recapitato quella foto così commenta: “Non c’è limite alla crudeltà contro gli animali. Io sono libanese ma mi vergogno di questi comportamenti”.

Sulla questione era nei giorni scorsi intervenuto anche l’Eurodeputato PD Andrea Zanoni. Con una interrogazione alla Commissione, chiedeva un intervento deciso nei confronti delle autorità libanesi. Zanoni aveva dichiarato come in quel paese era in atto un vero e proprio massacro. “Un Far West venatorio – aveva riferito nel suo comunicato l’Eurodeputato – Qualche giorno fa ho presentato un’interrogazione alla Commissione europea per intercedere con le autorità libanesi e spingerle a bloccare subito questi massacri di animali spesso protetti e rarissimi. E’ una vergogna!”.

La fotografia del povero sciacallo è stata accolta con disgusto dalle associazioni libanesi, molto attive in loco ed impegnate anche nel promuovere una legislazione veramente efficace per proteggere gli animali. Quanto invece mostrato nell’account del CABS dovrebbe essere vietato da tempo. Assenza di controlli, dunque.

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