grifone libano
GEAPRESS – E’ stata individuata l’area di provenienza del Grifone ucciso alcuni giorni addietro in Libano (vedi articolo GeaPress). L’animale, infatti, risultava con le ali marcate. E’ stato così possibile risalire agli ornitologi israeliani che lo avevano censito nella Riserva di Gamla, nelle alture del Golan.

A darne comunicazione è il CABS, lo speciale nucleo di volontari antibracconaggio con sede in Germania e campi di intervento in diversi paesi tra cui, Italia, Malta Spagna e lo stesso Libano.

Il grosso animale si doveva poi essere diretto in Europa o  nel nord della Turchia, da dove, nel corso della migrazione autunnale, era nuovamente ripartito dirigendosi verso sud. Nell’attraversare il Libano era stato però centrato da un cacciatore il quale, come tanti di quel paese, aveva poi tranquillamente esposto nei social network il grosso rapace non avendo alcun  timore di coprirsi il volto. In Libano, infatti, non vi è alcun controllo sui cacciatori. Manca inoltre ogni rispetto delle Convenzioni internazionali, alle quali lo stesso paese ha aderito.

Centinaia di fotografie di animali protetti ed uccisi dai cacciatori libanesi sono infatti state raccolte dai volontari antibracconaggio del CABS. Aquile, avvoltoi, cicogne, falchi, pellicani ed anche uccelli di più piccola taglia, impunemente uccisi da armati libanesi che, grazie a potenti Suv, si spingono fin sulle alture più inaccessibili per uccidere i rapaci in migrazioni. Sorridenti espongono poi le loro “trofei”, sicuri della finora garantita impunità.

Non è escluso che il Grifone verosimilmente direttosi nei Balcani, abbia poi visitato anche altre paesi. Lo scorso luglio, infatti, un Grifone trovato debilitato in provincia di Agrigento era risultato inanellato in Croazia. Sono noti, infatti, più casi di erratismo dei giovani. Quello marcato in Israele, si è però fermato per sempre.

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