GEAPRESS – A volte si arrabbiano ma finché la legge sulla caccia consente al cacciatore anche condannato per azioni di bracconaggio di continuare ad essere cacciatore, non vi è molto da dire. Forse il finire della stagione venatoria e il desiderio di sparare l’ultimo colpo di fucile. Sta di fatto che anche in queste ultime ore di caccia, alcuni cacciatori sono stati bloccati dal Corpo Forestale dello Stato.

Gli Agenti del Comando Stazione di San Venanzo, in provincia di Terni, hanno fermato e denunciato un cacciatore all’interno di un’area protetta. Lui si è giustificato dicendo di avere perso l’orientamento mentre cacciava colombacci all’interno della riserva demaniale di Pornello.  I suoi compagni di battuta, alla vista della Forestale, se la sono data a gambe. Forse erano meno smemorati di chi ora si ritrova denunciato alla Procura della Repubblica di Orvieto per l’esercizio della caccia in area protetta.

A Rocchetta Vara, in provincia di La Spezia, invece, due cacciatori sono stati denunciati dal Corpo Forestale dello Stato perché sorpresi ad uccidere fringuelli. Si tratta di una specie protetta. Gli interventi, compiuti su una vasta area dai Comandi Stazione di Sesta Godano, Brugnato e La Spezia, sono stati eseguiti anche nelle ore notturne, quando, cioè, l’attività venatoria dovrebbe essere interdetta. Ed invece il cacciatore è stato sorpreso non solo nelle ore notturne, ma pure in prossimità dell’autostrada e del Parco Fluviale del Magra.

A questo proposito, si ricorda come appena pochi giorni addietro, proprio sul Magra erano stati sorpresi altri cacciatori. Sempre di notte, nel Parco e pure con un potente fuoristrada nel fiume!

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