GEAPRESS – Si chiama sessaggio, ovvero la ricerca del sesso e la scelta tra i costosi maschi e le poco significative femmine. I soggetti da operare sono i Tordi, ma non si tratta di un intervento chirurgico dovuto a chissà quale improbabile patologia.

L’apertura dell’addome avviene in casa o direttamente in campagna. Con una lametta, si procede al taglio dell’addome ed alla ricerca delle gonadi. I maschi, cantano. Vanno bene per i richiami dei cacciatori. Le femmine, no.

Questo faceva quello che probabilmente, secondo le indagini della Polizia Provinciale di Lecco, era i più grossi trafficanti illegali di uccelli di cattura della provincia. La sua specializzazione: i tordi. Fino a pochissimi anni addietro era iscritto all’albo degli allevatori della provincia di Lecco. Poi potrebbe avere optato per un’utile scappatoia legale che consente, a chi detiene poche coppie di animali, di non essere più registrato.

La sua attività non era però sfuggita alle meticolose indagini della Polizia Provinciale che pochi giorni fa hanno messo a segno il sequestro ad Oggiono. Ricerche costanti, compiute negli stessi ambienti frequentati dal custode della ditta di Oggiono, dove sono state rinvenute le gabbie con i poveri uccelli.

Venti femmine arrivate da pochi giorni. Gli esperti della Polizia Provinciale sospettano che tutti gli animali siano stati catturati nella giornata di domenica, quando vi sarebbe stato un intenso passaggio migratorio di tordi. Tutti i venti animali, erano sessati. Tutte le femmine, cioè, illegalmente detenute, presentavano il taglio all’addome.

La presenza del noto personaggio era stata notata proprio nel corso di esposizioni di uccelli da canto. Manifestazioni, queste, diffuse nelle regioni, tra cui proprio la Lombardia, dove forte è la tradizione della caccia con richiami vivi. Nella stessa provincia di Lecco, ad esempio, vi sono tre impianti della Provincia che consegnano gratuitamente i tordi. Circa 950 per i 700 cacciatori che ne fanno richiesta.

Lui, però, il custode di Oggiono, era un cane sciolto. Il sospetto è che potesse trattarsi di un ricettatore che faceva da intermediario con cacciatori, ma di fuori provincia. Poi, anche raccoglitore. Forse un frequentatore, nel periodo primaverile, dei meleti del bolzanino, purtroppo più volte interessati dalle scorribande di uccellatori di origine lombarda e veneta. Qui i tordi nidificano in abbondanza.

E’ probabile che fino a poche ore prima, il soggetto ora denunciato, potesse essere in possesso anche dei maschi di Tordo, sempre illegalmente catturati. Venduti ad un prezzo che, secondo la Polizia Provinciale, può arrivare fino a settanta euro. Vi sarebbe pure l’opzione “non tagliato”. L’acquirente, cioè, acquista a scatola chiusa e provvede poi lui al sessaggio. In questo caso il prezzo si aggira intorno ai trenta euro.

Il custode è stato denunciato sia per detenzione illecita di fauna selvatica e maltrattamento di animali.

Nelle voliere del trafficante di Oggiono, vi erano anche venticinque tordi maschi. Questi ultimi con anellino e quindi detenibili.

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