cinghiale macellato
GEAPRESS – Gli unici ad opporsi sono stati i Consiglieri del Movimento 5 Stelle. Per il resto le dichiarazioni di tutti gli schieramenti politici presenti nel Consiglio Regionale del Lazio, sono favorevoli alla nuova norma sugli “Interventi regionali per la conservazione e gestione della fauna selvatica e per la pianificazione e regolamentazione dell’attività faunistico venatoria”.

Già il 24 scorso gli uffici della Regione Lazio avevano informato come, a seguito della disposizione ora approvata, la Giunta avrebbe stabilito “come vendere le carni degli animali selvatici “commestibili” abbattuti con metodi selettivi“. Questo perchè la neo approvata legge non solo ha previsto la vendita delle carni degli animali uccisi, ma ha anche stilato una serie di indirizzi e direttive per i piani di abbattimento selettivo degli ungulati cacciabili, come ad esempio i cinghiali, fuori dai periodi e dagli orari stabiliti. Non solo, ad essere considerata sarà anche la “ricomposizione degli squilibri ecologici all’interno delle aree naturali protette regionali“, e “la verifica e la valutazione delle ragioni delle azioni di caccia “in deroga” di animali selvatici”. Forse non è un caso che la fotografia abbinata al comunicato diffuso, mostrava un gruppo di storni, specie non cacciabile se non tramite le tanto criticate deroghe.

A nulla sono valsi gli emendamenti del Movimento 5 Stelle. Ben 480 su 532 presentati che però, grazie ad una serie di modifiche introdotte ieri dall’Aula, sono in buona parte decaduti. Rimane, però, il commento negativo dei pentastellati. Ad esprimerlo è la Consigliera Silvia Blasi (M5s) secondo la quale si tratterebbe di una normativa che non affronta in maniera organica e sistematica la materia, né individua strumenti adeguati per affrontare una “presunta emergenza”. Tra le preoccupazioni sollevate dalla Consigliera anche la mancata restrizione delle attività alla fauna di interesse faunistico-venatorio e la commistione di ruoli tra competenze degli uffici che si occupano di agricoltura e di ambiente.

Il provvedimento, è nato da un’iniziativa bipartisan che ha avuto l’appoggio del Pd, della lista “Per il Lazio”, del Pdl – Forza Italia e di Fratelli d’Italia.

Previste procedure più celeri per gli agricoltori nel caso di danni causati dalla fauna selvatica ed anche da attività venatoria. Si presume che per entrambi dovrebbe pagare la Regione Lazio.

Saranno altresì sostenute le misure di prevenzione come le recinzioni, le coltivazioni a perdere e il foraggiamento dissuasivo.

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