GEAPRESS – Per chissà quanto tempo è rimasto con il laccio/cappio di acciaio che gli stringeva l’addome. Sul volto ancora l’espressione di una morte atroce. L’ennesima vittima delle trappole dei bracconieri (modelli e metodi di costruzione si trovano nei siti di caccia ma per uso … storico) è un lupo di due anni e mezzo, ritrovato nel territorio del Comune di Jenne, nel Parco Regionale dei Monti Simbruini. Il povero animale ha avuto pure la disgrazia di non essere subito individuato dal bracconiere e finire così con un colpo di fucile.

E’ questa, infatti, la fine più comune dei lupi. E’ successo circa due anni addietro quando un’altro lupachiotto venne trovato stretto nel laccio e poi ucciso. Ad eliminarli, però, ci sono anche i bocconi avvelenati, dove in gran numero rimangono volpi e cinghiali ma anche avvoltoi grifoni e, appunto, lupi.

Siamo sempre in area Parco, dove i bracconieri probabilmente agiscono per vendere la carne di cinghiale al mercato nero della ristorazione (ufficiale). I mandanti, però, potrebbero essere anche gli allevatori, anch’essi abusivi ed anch’essi in area Parco. Loro hanno già un lavoro ma integrano con il pascolo brado di bovini e cavalli. Chi dovrebbe controllarli? Una ventina di Guardia Parco della Regione Lazio, i quali però solo da pochi giorni hanno potuto riprendere l’uso dei mezzi perché da metà maggio privi di benzina e con l’assicurazione scaduta.

In compenso, però, grazie all’intervento del Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, da poco più di un anno si è deciso di risistemare, ma secondo il WWF si tratta di costruire, ben sedici chilometri di tracciato che all’interno di un’area naturalistica di primaria importanza, quale quella di Fosso Fioio, dovranno collegare il Comune di Camerata con il Santuario della Santissima Trinità. Grazie ad un milione e mezzo di euro di fondi della Regione, la messa in sicurezza si starebbe trasformando nella costruzione di una vera e propria strada. Passerà dove c’è il lupo (trappole e veleno permettendo), dove si è visto l’orso marsicano e dove nidifica il Gufo reale ed il raro picchio dorsobianco. In sintesi una alleanza (poco Santa) contro la natura. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).