GEAPRESS – Grave atto intimidatorio compiuto ieri sera ai danni di alcuni studiosi di ornitologia nell’isola di Lampedusa. Ignoti hanno seguito gli ornitologi e approfittando della breve pausa per la cena hanno distrutto uno degli impianti di rilevamento che gli stessi esperti stavano utilizzando sull’isola. Contemporaneamente una delle vetture del gruppo veniva avvolta dalle fiamme.

In particolare si tratta di alcuni ornitologi che per conto dell’ISPRA, Istituto Statale incaricato anche dei rilevamenti faunistici, e della Stazione di Inanellamento diretta dal Prof. Bruno Massa, dell’Università di Palermo, stavano eseguendo alcuni studi sulla fauna migratoria dell’isola.

Gli studiosi, stamani, avrebbero compilato denuncia alla locale Stazione dei Carabinieri, non nascondendo tra l’altro il gravissimo fenomeno del bracconaggio che sta in questi giorni decimando l’avifauna in migrazione sull’isola di Lampedusa. Nella sola giornata di ieri sono stati uditi decine di colpi di fucile, mentre, basta fare anche una piccola passeggiata nelle ore notturne per udire i richiami elettromagnetici (mezzo di caccia illegale) che servono ad attirare la fauna per poterla, poi, uccidere alle prime ore dell’alba.

Purtroppo, non è mai stata vista alcuna azione di vigilanza. A poco vale l’emergenza “sbarchi” dal momento in cui anche quando a Lampedusa si vivono interi mesi di tranquillità, non vi è di fatto alcuna vigilanza valida a fronteggiare il fenomeno del bracconaggio. Negli scorsi mesi un filmato della LIPU mostrò due cacciatori locali intenti a giocare al plotone di esecuzione nei confronti di un povero uccello, appartenente a specie protetta, prima ferito e poi soggetto ad un vergognoso tiro al bersaglio (vedi videoarticolo GeaPress).  (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).