cacciatore lampedusa
GEAPRESS – Il CABS, in Nucleo di volontari esperti in antibracconaggio interviene nuovamente in merito all’attività venatoria a Lampedusa.

L’occasione è fornita dalle notizie stampa sui controlli antibracconaggio eseguiti nei giorni scorsi dal Corpo Forestale dello Regione Siciliana e che non hanno portato all’accertamento di violazioni di carattere penale.

Il CABS, che ringrazia comunque la Forestale, sottolinea altresì come la realtà nella quale si sono trovati di fronte i volontari dell’associazione, durante un controllo a sorpresa, era di ben altro tenore. Trenta i cacciatori che vennero osservati e che avrebbero operato tutti in situazione di illegalità. In particolare il CABS ricorda l’attività in piena Riserva con l’ausilio di richiami acustici elettromagnetici di genere vietato per attirare i tordi.

Tali comportamenti illeciti sarebbero stati documentati in foto e filmati depositati presso la locale stazione dei Carabinieri, contestualmente alla denuncia presentata contro altrettante persone delle quali sono stati forniti elementi che consentivano una pronta identificazione.

A giudizio del CABS i controlli sulla caccia, per assicurare un’efficace tutela della fauna selvatica, non possono essere limitati a pochissime giornate all’anno, ma devono essere continui e capillari e riguardare l’intera stagione venatoria. Specialmente su un’isola come Lampedusa, ponte verso l’Africa e dunque di fondamentale importanza per la migrazione degli uccelli. Anche in considerazione del fatto che l’isola è in gran parte sottoposta a protezione.

 

 

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