Lampedusa – Forse filmato l’attentatore (foto)
GEAPRESS – Potrebbe essere stato filmato dalle telecamere della vicinissima base militare chi, tra le 21.00 e le 23.00 dell’altro ieri sera, ha compiuto il grave attentato ai danni della Stazione di Inanellamento di Lampedusa (vedi articolo GeaPress). Dall’esame dei filmati si spera di potere visualizzare l’automobile con la quale è arrivato. Intanto una pattuglia dei Carabinieri, vigilerà sulla sicurezza dei ricercatori.
A Lampedusa, inoltre, ritorna la Forestale siciliana. Lo ha deciso l’Assessore al Territorio e Ambiente della Regione siciliana Gianmaria Sparma. Questo proprio a seguito del doppio attentato che l’altro ieri sera ha distrutto una parte dell’impianto di studio delle migrazioni ed incendiato l’automobile del comproprietario (ex cacciatore) della casa che ospitava i ricercatori dell’ISPRA.
Le indagini, affidate ai Carabinieri, puntano dritto sulla pista del bracconaggio. Già ieri è finalmente iniziata la ricerca dei richiami acustici vietati dalla legge ( …. l’uso non la vendita …) perché utili a richiamare e poi uccidere i migratori. Ovviamente ieri mattina, erano stati spenti. Si azionano a distanza con un telecomando anche se, nonostante la gravità di quanto successo nella notte, sono stati chiaramente uditi una decina di colpi di fucile. Tutti spenti, i richiami, tranne uno. Era blindato in una solida buca in cemento coperta da un pesante sportello in metallo. Talmente solido che all’ordine dei Carabinieri di provvedere alla forzata apertura, i picconi si sono rotti. Si è così dovuti intervenire con un martello pneumatico.
La valenza dell’attentato, però, potrebbe essere ancora più pericolosa rispetto all’azione di disturbo nei confronti dei ricercatori ed al chiaro segnale intimidatorio rivolto ai lampedusani che collaborano nelle attività protezionistiche. A quanto pare la diffusa attività venatoria illegale di questi giorni era stata denunciata ed è tutt’altro che marginale rilevare come l’attività dei ricercatori si svolgesse in collaborazione con la Riserva Naturale “Isola di Lampedusa”, gestita da Legambiente. Un gioiello naturalistico purtroppo già oggetto di attentati. Chi ha commesso il grave atto, ha in altri termini legato il tutto.
Per nulla intimorita Legambiente Sicilia, la quale, con la Direttrice della Riserva Giusy Nicolini (anch’essa lampedusana come il proprietario dell’automobile), interviene decisamente sul caso sottolineando come “i bracconieri che si sono resi responsabili di questo atto intimidatorio devono sapere che faremo tutto il possibile per facilitare la loro individuazione. Questo – ha precisato Nicolini – ai fini di giustizia, in difesa della natura, della legalità e delle risorse ambientali di Lampedusa“.
Duro commento anche da parte della LIPU, la quale in più occasioni è intervenuta sull’isola denunciando la diffusa illegalità venatoria. Per Fulvio Mamone Capria – Vicepresidente nazionale LIPU – “si sta assistendo ad una preoccupante recrudescenza dei fenomeni di bracconaggio. A Lampedusa – ha aggiunto Mamone Capria – si utilizzano richiami per le quaglie e, a caccia chiusa da quasi tre mesi, si continua a sparare“. La LIPU ha per questo inviato un telegramma al Ministro dell’Interno Maroni chiedendo di rafforzare le attività antibracconaggio a Lampedusa.
Da sottolineare, come del resto precisato dallo stesso Assessore Sparma, che il Distaccamento Forestale di Lampedusa era stato riaperto a marzo per l’emergenza dei flussi migratori (… umani …). Tornata la calma era stato incredibilmente chiuso. Riaprirà ora a seguito dei recenti danni ai migratori … alati (e non). Intanto ieri, nei cieli di Lampedusa, sono migrati Falchi Pecchiaioli, Falchi di palude, Tortore, Quaglie e Nitticore, un piccolo airone che si può udire di notte mentre gli uccelli si chiamano in volo. Almeno per una notte si è udita la natura. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).
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Apprezzabile la rapida risposta dei Carabinieri e della forestale.
In altre zone (ischia e ponza) lo Stato sta a guardare mentre il bracconaggio primaverile impera.
Se lo beccano il gentile magistrato è pregato di prendere provvedimenti adeguati. I giudici italiani sono troppo spesso parolai e in cerca di esposizione mediatica.
questo è un atto intimidatorio, giusto? quindi, visto che le leggi sul benessere animale in italia sono barzellette, spero si attengano a quelle “convenzionali” come , appunto, intimidazione, violazione di proprietà privata, incendio doloso ecc…magari, allora, qualche annetto di galera se lo piglia sto incivile eh?!
Che si sveglino sempre le istituzioni..poi le leggi cambiassero,aggravando le pene ma sul serio,non sulla carta !
Andrò a votare solo per colui che difenderà la natura e soprattutto gli anmali. Siamo stanchi non c’è giustizia per gli animali ma solo protezione per questi assassini bracconieri e cacciatori. il governo fa orecchie da mercante niente carcere per questi signori infami. Basta!!! bisogna cambiare questa politica,alrimenti sarà davvero dura per gli animali.