LAC

GEAPRESS – Sta suscitando proteste, l’emendamento approvato in Consiglio Regionale lombardo che vieterebbe alle Guardie volontarie di manipolare ed effettuare pratiche invasive nell’ambito dei controlli sui richiami vivi, ovvero poveri uccelli spesso di cattura destinati ad attirare i piccoli selvatici per i cacciatori.

Il promotore dell’emendamento sarebbe stato a conoscenza di manipolazioni lesive al benessere degli animali. Ad informare del malfatto sarebbero stati gli stessi  cacciatori. Il compito passerà poi alle province che dovranno determinare le sanzioni da contestare, nel caso, alle Guardie che controllano i cacciatori. Giova ricordare che in Lombardia le province di Brescia, Bergamo ed in minor misura Lecco, sono quelle ove si pratica la caccia con i richiami vivi. Animali legalmente detenibili sebbene con l’obbligo di provvederli di un piccolo anello sistemato nella zampa dell’uccellino. Anello che deve essere inamovibile.

Per la LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia) l’emendamento ora approvato rappresenterebbe un ostacolo ai controlli. Anzi, gli ambientalisti parlano di motivazione paradossale. Piccole gabbie che detengono animaletti indotti artificialmente a mutare, ovvero riconoscere l’autunno come la primavera e per questo cantare come in periodo di riproduzione. E’ infatti il canto ad attirare gli uccelli selvatici. Ovviamente, riferisce ironicamente la LAC, si scopre che a maltrattarli sono le Guardie.

Nello stesso provvedimento è stata inoltre approvata la  nuova via alle cacce in deroga dopo che lo scorso anno la Commissione Europea ha tolto la procedura di infrazione all’Italia. Un fatto per il quale gli esponenti del mondo venatorio hanno esultato. La nuova banca dati degli uccelli costituirà il primo passo per il nuovo iter che dovrebbe garantire la caccia a specie protette e particolarmente protette.

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