GEAPRESS – Quale migliore maniera di favorire il bracconaggio, consentendo la caccia tutto l’anno? Tanti fucili in giro (più o meno autorizzati) che, incidenti a parte, rischiano di complicare i controlli. Ora ci si è messa pure la Commissione Agricoltura della Regione Toscana, la quale, a sentire quanto denunciato da LAC, LAV, Italia Nostra, ACU (Associazione Consumatori Utenti) e Coordinamento dei Comitati Ambientalisti della Provincia di Grosseto, vuole autorizzare l’abbattimento, da parete degli agricoltori ed anche senza preventiva autorizzazione, di cinghiali, caprioli e daini.

Nessuna presa di posizione, invece, sulla diffusa pastura illegale per i cinghiali attuata con una sorta di distributori automatici (vedi foto). Nessuna consapevolezza degli studi condotti all’estero, peraltro in ambiente venatorio, che hanno dimostrato come la caccia al cinghiale scompensa la produttività del branco aumentandone il numero. Per non parlare delle sterilizzazioni mai attuate. Ora pure gli abbattimenti incontrollati degli agricoltori.

A beneficiare di tale sistema, secondo le Associazioni, sarà il solito uso del cinghiale, ovvero quello venatorio. Un sistema sbagliato basato non sul contenimento ma sullo sfruttamento/mantenimento. I risultati sono osservabili nei piatti tipici che propongono ristoranti e trattorie. Difficilmente tali quantitativi possono giustificarsi con gli allevamenti e le macellazioni ufficiali.

E dire che la Regione Toscana proprio in tema di caccia, un po’ di attenzione dovrebbe riservarla. Le sue leggi pro uccellatori, ad esempio, sono state impugnate dalla Corte Costituzionale. Per due anni di seguito ha legiferato in maniera illegittima e per due anni di seguito la Corte è intervenuta cassando i provvedimenti che hanno consentito la cattura in natura di poveri uccellini da destinare ai cacciatori di capanno. Catture, poi, riconosciute illegittime. 

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