GEAPRESS – Ieri la notizia della mucca rimasta uccisa nel laccio del bracconiere, in provincia di Rieti (vedi articolo GeaPress). Lo scorso ottobre una cavalla recuperata e purtroppo poi deceduta, con appresso il laccio di acciaio (vedi articolo GeaPress). A fine agosto, nei boschi di Imperia, un pastore tedesco (vedi articolo GeaPress). Oggi, infine, la notizia di una cavallina recuperata nei boschi di La Spezia, tra Maissana e Né. Anche in questo caso l’ennesimo laccio del bracconieri stretto alla zampa.

Quando gli animali rimangono bloccati dal laccio questo inizia a stringere ad ogni tentativo di fuga. Di fatto è un cappio che penetra nella ferita. Più volte, infatti, sono stati ritrovati animali con la zampa amputata nel tentativo di liberarsi dalla trappola del bracconiere. Per recuperare la cavallina ci sono volute oltre tre ore.

Cappi ed altre infernali trappole sono purtroppo visibili in pubblicazioni venatorie amanti delle tradizioni che furono di caccia, ma che permangono nelle diffuse abitudini dei bracconieri. Sebbene precisando che i mezzi sono vietati, studiando la tradizione è possibile costruire di tutto. Dai lacci, alle trappole a scatto. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).