GEAPRESS – Dietro vi è probabilmente la solita, pericolosa, vendita di carne ad esercizi commerciali ed al settore della ristorazione. Il risvolto, oltre all’uccisione degli animali, è la preoccupazione dei numerosi cittadini che, nei giorni scorsi, avevano segnalato al Corpo Forestale dello Stato la presenza di numerosi colpi di arma da fuoco che, in piena notte, si udivano nei boschi di Levanto (SP).

Per questo i Forestali dei Comandi Stazione di Sesta Godano e Deiva Marina, avevano predisposto numerosi appostamenti notturni ed una intensa attività investigativa che la notte del 18 agosto ha portato al fermo dei due cacciatori di frodo. Le loro vittime erano caprioli e cinghiali ed i loro clienti, probabilmente, esercizi commerciali e il settore della ristorazione. Per i due, fermati nei boschi di Sella Mereti, la denuncia per esercizio di caccia in periodo di divieto generale, ed il sequestro del fucile. La Forestale ha annunciato che i controlli continueranno nei prossimi giorni, e saranno altresì indirizzati anche contro la vendita illecita di carne. Un pericolo, oltre che per la salute del consumatore (.. e per gli animali), anche per l’incolumità delle persone, specie se a cacciare ci si va di notte.

Quello che però contrasta è la leggerezza con il quale sono puniti questi comportamenti illeciti. Per l’esercizio di caccia in periodo non consentito, la legge prevede l’arresto da tre mesi ad un anno o l’ammenda sino a duemila euro. Impossibile, per il tipo di reato, sia l’arresto in flagranza ma anche a condanna passata in giudicato. Il resto, infatti, è di natura contravvenzionale (come tutti i reati venatori, ivi compreso uccidere specie rarissime), ovvero quasi una sanzione amministrativa appena macchiata di penale. Con tale bassa previsone di pena, non cambierebbe granchè neanche con i più potenti reati-delitti. E’ un reato delitto, ad esempio, il furto al patrimonio indisponibile dello Stato, e la sua pena è significativamente più alta. Questo reato, però, non può essere contestato ad un cacciatore sorpreso in atto di bracconaggio. La legge sulla caccia ha previsto l’inapplicazione per tutti i seguaci di Diana.

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