GEAPRESS – Ieri preapertura della caccia. Le disposizioni europeee, oltre alla sbirlacca legge sulla caccia italiana, impedirebbero di uccidere specie ancora in riproduzione. Così non è stato. Anzi è andata ancor peggio visto che in Sardegna si è registrato subito il primo cacciatore morto dissanguato per un incidente di caccia. Un pò ovunque fucileria in azione grazie alle Regioni che hanno così risposto “a pressioni territoriali e politiche“. Ad averlo dichiarato, all’agenzia ANSA, è il Presidente Nazionale dell’Arcicaccia Osvaldo Veneziano.

Ma perchè si deve sparare fin dal primo settembre invece che dalla terza domenica del mese? Semplicemente perchè le vecchie disposizioni sulla caccia (vecchie di decine di anni) prevedevano la caccia fin dalla fine agosto. Poi le cose si sono un minimo evolute ma il varco lasciato ai cacciatori, ovvero la possibilità di potere uccidere fin dal primo settembre, è divenuta (nella migliore delle ipotesi) la via dell’abuso. Quella, cioè, che Veneziano definisce la manipolazione delle “Regioni per aprire la caccia a specie non ancora mature, come quelle stanziali“. Forse, però, più che di manipolazione, converrebbe parlare di voluta funzionalità, visto che da un pezzo si è finito di credere nell’esistenza di un paese così gioioso, e forse immaturo, da non accorgersi quale era il vero desiderio di buona parte del mondo venatorio.

Ora lo dicono anche i cacciatori. In Italia è possibile uccidere specie non mature, ovvero animali in fasi riproduttive o post riproduttive, come piccoli dell’anno se non adulti ancora con nido…

La preapertura manipolata, forse, si è portata un altro vizietto, quello, cioè, di considerare come giorni di caccia, ovviamente illegale (questa volta senza ombra di dubbio), le giornate antecedenti alla preapertura. Specie nei luoghi di caccia migliore, per arrivare prima degli altri. Con il fucile o silenti. In Sicilia, dove in preapertura possono cacciare anche in non residenti, i Carabinieri hanno fermato il custode – cacciatore e noto esponente locale della categoria, di una Riserva privata di caccia. Impallinava i conigli e pure di notte.

Poi ci sono gli uccelli. In Basilicata tra le specie cacciabili da ieri, vi sono anche Quaglia e Tortora, entrambe considerate (dalle disposzioni UE) come “SPEC 3”, ovvero non concentrate in Europa e con stato di conservazione sfavorevole. Andrebbero protette e di sicuro, nell’attesa …., almeno non inserite in pre preapertura. Della quaglia, però, il diffusissimo bracconaggio italiano, ne ha fatto pure uno strumento meccanico. Il “chimaquaglia”. Un riproduttore di canti, generalmente piazzato di notte, il cui compito è quello di attirare le povere quaglie e renderle così disponibili al fucile. Ovviamente …, in Italia i richiami in generale si possono pure vendere, basta non usarli. A scovarli, proprio in Basilicata, nelle campagne del Comune di Venosa, sono state le Guardie Ecozoofile della LIDA di Potenza. Registratori, musicassette, temporizzatori, altoparlanti, amplificatori, cavi di collegamento ed accumulatori al piombo. L’impianto è stato disattivato e consegnato al Corpo Forestale dello Stato per il sequestro giudiziario. Il fatto è avvenuto nella notte tra il 27 ed il 28 agosto. Senza richiami, ma appena tre giorni dopo, la quaglia si sarebbe potuta centrare per legge. Se a prendere le distante dalle preaperture, ora sono anche i cacciatori, dove finisce il bracconaggio ed inizia la legge?

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