polizia provinciale manifestazione
GEAPRESS – Sono scesi in piazza con gli scarponi legati al collo. Sono gli operatori delle Polizie Provinciali che, nella giornata di ieri, hanno attuato a Roma un presidio sindacale  nei pressi di Palazzo Madama. L’iniziativa è stata voluta a poche ore della discussione in Senato della legge di stabilità e nell’attesa del successivo dibattito sul disegno di legge-delega al governo in materia di riordino delle pubbliche amministrazioni.

La manifestazione, organizzata dall’Associazione Italiana Agenti ed Ufficiali di Polizia Provinciale (AIPP) torna ad evidenziare l’esigenza di dare certezze anche ai circa 2.600 dipendenti in divisa che si occupano di controlli ambientali,  vigilanza in campo faunistico-venatorio, tutela del patrimonio naturale, protezione civile e presidio della rete viaria provinciale.

L’AIPP ha sottolineato come la Polizia Provinciale rappresenta “un patrimonio specializzato di risorse umane, con compiti di polizia giudiziaria, che presidia prevalentemente le aree rurali ed extraurbane del Paese, e che attende ancora oggi risposte certe in merito ad una ridda di dichiarazioni ed annunci contraddittori sul personale da ricollocare verso altre pubbliche amministrazioni (riduzione della spesa per il personale del 50% nelle province delle regioni a statuto ordinario, e del 30% nelle future città metropolitane, secondo un emendamento del Governo depositato quattro giorni addietro), e che punta i riflettori sull’esito dei lavori ora incardinati presso la 1° commissione affari costituzionali di Palazzo Madama. Il del disegno di legge n. 1577, con il suo articolo 7 – sottoliena l’AIPP – demanda al Governo un futuro riordino entro un anno dei compiti delle forze di polizia e dei correlati aspetti di polizia ambientale“.

La stessa Associazione aveva già depositato nella 1° Commissione del Senato una circostanziata memoria sul tema della razionalizzazione dei compiti di polizia ambientale, e con cui chiede che professionalità esistenti e risorse già investite in termini di formazione ed aggiornamento del personale non siano disperse a casaccio.

Ma tutto questo percorso – conclude la nota dell’AIPP – rischia di venire completamente  vanificato dall’ipotesi di macelleria sociale, e di caos nel riordino delle funzioni provinciali, contemplata dall’emendamento governativo al disegno di legge di stabilità , che prevede una fumosa ricollocazione di buona parte del personale provinciale in altre amministrazioni, senza alcuna preventiva specificazione di dettaglio dei compiti di tutela ambientale che rimarrebbero in capo agli enti intermedi”.

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