GEAPRESS – Assieme ai bresciani, dei quali ci siamo recentemente occupati (vedi articolo GeaPress) rappresentano i più comuni riscontri delle Forze dell’Ordine, tra i cacciatori in … migrazione. La legge, se hanno scelto l’apposita opzione di caccia, glielo consente salvo specifiche disposizioni regionali. Cacciatori che da Brescia o da Vicenza, si ritrovano a sparare, a volte con l’appoggio di  alcuni locali, in  Puglia, come in Sicilia o Calabria. Quello che non possono fare è uccidere con l’ausilio di richiamo acustici vietati. Mezzi illeciti, ma solo di caccia, poi detenerli o addirittura venderli, non è vietato.

I primi tre vicentini sono stati fermati alcuni giorni addietro dal Corpo Forestale della Sicilia, in provincia di Agrigento. Avevano con sé pure un microfono professionale. Evidentemente non solo utilizzavano i cosiddetti chimaquaglie per attrarre a tiro di fucile i poveri uccellini, ma avevano esigenza di registrarne i canti. Poi telecomandi, sofisticati altoparlati, registratori o quant’altro di necessario a far cadere in trappola la fauna alata. La Forestale li ha denunciati per l’uso dei mezzi illeciti (purtroppo un blando reato di contravvenzione). Gli inquirenti stanno tra l’altro verificando il regolare possesso del porto d’armi uso caccia.

Una combriccola mista è stata fermata, invece, dal Corpo Forestale dello Stato, nel basso salento. Due vicentini in combutta con un locale che faceva verosimilmente da guida. Sono stati trovati anch’essi in possesso di numerosi richiami atti alla cattura di uccelli selvatici.

Secondo gli inquirenti lo scopo di tali cacce è quello di rifornire il settore della ristorazione del nord italia per i piatti tipici a base di uccellini arrostiti.

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