caccia estero
GEAPRESS – Quanti  animali corrispondono a 470 chili di uccellini abbattuti in Romania e trasportati per la gioia dei palati italiani?  Non meno di 12.500. Questa, infatti, è la cifra che si ottiene dal calcolo delle vittime alate meticolosamente sistemate nelle scatole di cartone. Il 50% del carico posto sotto sequestro dai Carabinieri e dal Corpo forestale dello Stato sabato scorso a Firenze lungo la A1 (vedi articolo GeaPress) era peraltro già spiumato.

Le indagini sono già avviate e secondo indiscrezioni pervenute a GeaPress da fonte degna di nota, sarebbero state rinvenute cinquanta scatole di cartone, ognuna delle quali contenente cinque sacchi di plastica con gli uccellini sottovuoto. Questi ultimi sarebbero almeno 50 per singolo sacco.  Molto difficile sarà il riconoscimento dei poveri animaletti spiumati. Di certo, tra quelli che ancora non lo erano, c’erano alcune cinciarelle, piccolo passeriforme protetto dalla legge. Perché, considerata la “pericolosità” di un loro ritrovamento, non erano state spiumate ed invece sistemate al centro delle cataste di scatole di cartone?

Un’abitudine, viene riferito tra gli inquirenti, quella di rifornirsi di un trasportate per la consegna delle vittime alate dei viaggi venatori all’estero. Sequestri che si ripetono ogni anno, in Moldavia, Serbia, Albania, Ungheria e Romania. I luoghi di destinazione sono in genere l’Italia e Malta.  Il cacciatore torna tranquillamente nel suo paese mentre una sorta di taxi degli uccelli morti provvede poi alla consegna degli animali surgelati. Un fatto che non  deve essere necessariamente collegato ad un fenomeno illegale (in Italia operano numerose agenzie specializzate nei viaggi venatori) ma in questo caso il trasporto parrebbe presentare delle caratteristiche molto peculiari.

Il guidatore del camion frigo rintracciato sulla A1 proprio nel momento della consegna ad alcuni cacciatori, era infatti autorizzato al trasporto di prodotti alimentari, forse insaccati. Quando è stato fermato sembra che lo stesso sia stato trovato in possesso di due elenchi. Uno ufficiale ma probabilmente modificato in maniera grossolana (tra i reati contestati c’è anche quello di falso). Poi un secondo elenco con le tappe probabili, in parte già eseguite e per questo segnate. Tra le città interessate ci sarebbe Lecce, Ancona e Siena. E’ probabile pertanto che il trasportatore stava risalendo la penisola. La città finale di certo era Brescia che coincide essere anche una provincia dove la caccia rappresenta una tradizione radicata, oltre che sede di uno dei due campi antibracconaggio di lunga durata del Corpo Forestale dello Stato (il secondo è in Aspromonte).

Gli inquirenti stanno altresì vagliando la posizione dei cacciatori che stavano prendendo in consegna, proprio sulla A1 nei pressi di Firenze, le scatole con al loro interno gli animali morti. Il sospetto è che i due elenchi, oltre che il possibile non coinvolgimento diretto degli apparenti destinatari, possano in realtà nascondere un vero e proprio commercio di uccellini abbattuti. Il trasportatore, però, non avrebbe confermato.

Quanti erano gli uccellini uccisi? Impossibile dirlo anche alla luce delle numerose tappe già eseguite. Per difetto non meno di 12.500. Certo che pensando alle precedenti tappe, i numeri potrebbero essere stati sensibilmente maggiori.

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