GEAPRESS – Secondo appuntamento ieri al Maxxi di Roma per “La Coscienza degli animali”, il movimento fondato dal Ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla e dal professor Umberto Veronesi. Tema della giornata la prospettiva dell’abolizione della caccia, con un DDL di iniziativa parlamentare presentato in mattinata alla Camera per l’abrogazione dell’articolo 842 del codice civile che consente ai cacciatori di entrare liberamente anche nei fondi privati. Una licenza che genera non poche tensioni e che, come ha ricordato il Ministro, è stata già condannata nel 1999 dalla Corte Europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo come violazione del diritto di proprietà.

Ma se il Disegno di Legge propone solo delle restrizioni all’attività venatoria, lo scopo a lungo termine è quello dell’abolizione totale: dire addio alla caccia “non è più un argomento tabù – ha detto il Ministro, così come non lo è “chiedere ad alta voce l’abolizione della vivisezione, dello sfruttamento degli animali che viene messo in atto per divertire l’uomo, come accade con le tante anacronistiche manifestazioni che nascondono gli abusi sotto lo scudo della tradizione. Non e’ più tabù denunciare la crudeltà degli allevamenti intensivi e delle pellicce, l’inciviltà’ di chi maltratta e abbandona gli animali domestici.”

E se la Brambilla ha insistito sui problemi concreti provocati alla società umana dall’attività venatoria, ricordando gli innumerevoli incidenti occorsi ogni anno durante l’apertura della caccia (24 morti e 71 feriti nella scorsa stagione e già 12 morti e 15 feriti in quella corrente) che peraltro fungono da deterrente per ogni altro tipo di turismo della natura pacifico, dall’escursionismo al bird watching, l’elemento chiave della giornata è stato l’esplicito collegamento lanciato tra il tema della caccia e tutti gli altri ambiti dello sfruttamento animale, che impronta l’intero movimento di opinione de “La coscienza degli animali” a un interessante radicalismo.

Come il Ministro Brambilla, anche il Professore Umberto Veronesi nel suo intervento ha spaziato al di fuori del discorso caccia, parlando della generazione attuale come della prima chiamata a vivere in pace con la natura e definendo “un oltraggio al creato il fatto di continuare a cibarsi di carne” e “l’essere vegetariani come un avanzamento dei valori morali”.

E notevole è stato anche l’intervento del teologo Luigi Lorenzetti, uno dei garanti del Manifesto, che ha riconosciuto come il laico movimento animalista, spinto da un’ etica che si fonda sull’amore, la giustizia e l’armonia, rappresenti oggi una concreta sfida al mondo cattolico, che finora ha interpretato il comandamento di “non uccidere” come riferito solo agli esseri umani. Una sfida che, secondo il teologo, non può più essere elusa.

All’incontro erano presenti alcuni dei principali sostenitori pubblici del Manifesto per la coscienza degli animali, le scrittrici Susanna Tamaro e Dacia Maraini, l’avvocato degli animali del Canton Ticino Antoine Goetschel, personaggi dello spettacolo come Ivana Spagna e Valerio Merola.

Il cantante Renato Zero, il regista Franco Zeffirelli e il direttore de “Il Giornale” Vittorio Feltri hanno invece inviato un video messaggio alla platea in sostegno della causa.

Il Manifesto intanto” ha spiegato il Ministro Brambilla “è stato già sottoscritto da 120.000 italiani e, con i 60.000 accessi al sito internet che avvengono ogni giorno, c’è da sperare che presto saranno molti di più”.

Con la nascita di questo movimento assistiamo a un profondo cambiamento”, ha commentato infine Carla Rocchi dell’ENPA, nello spazio dedicato alle associazioni animaliste “non è cambiata l’attenzione ai diritti degli animali, che è sempre stata ben viva nella coscienza delle persone sensibili, ma per la prima volta c’è il sostegno della politica, che può far cambiare le cose concretamente, e che alle istanze animaliste finora era sempre mancato”.

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