GEAPRESS – La Senatrice Radicale, Donatella Poretti ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, al Ministro dell’Ambiente ed al Ministro dell’Interno.
Chiede, in base al numero di vittime (umane ndr) registrate quest’anno, se i Ministri “non ritengano opportuno prendere in considerazione l’abolizione” della caccia.

Dal 2 settembre 2010 al 31 gennaio 2011, le vittime, in ambito strettamente  venatorio, sono state 100, tra queste 25 i morti. 103 le vittime della stagione venatoria 2009/2010 e 109 quelle della stagione 2008/2007. Insomma almeno 100 vittime umane all’anno.

Ma, continua la Senatrice, all’elenco vanno aggiunte anche le vittime delle armi da caccia in ambito extravenatorio. Da settembre a gennaio 28 morti e 13 feriti, tra questi anche dei bambini.

La Senatrice ricorda, poi, l’anomalia tutta italiana che consente ai cacciatori di entrare liberamente nella proprietà privata altrui (articolo 842 C.C.), definendola “una sorta di abdicazione del diritto di proprieta’ privata costituzionalmente protetto”.

”Anche su questa mostruosita’ giuridica che ancora vige a beneficio di una sempre piu’ minoritaria lobby della caccia, che continua a mietere vittime anche tra chi niente vorrebbe avere a che fare con questo sport sanguinario”  dichiara  la  Poretti  “ho chiesto ai Ministri se non ritengano opportuno prenderne in considerazione l’abolizione, prevedendo altresi’ che l’attivita’ venatoria sia consentita solo in alcuni luoghi ben circoscritti, nelle more di un ripensamento piu’ generale della materia che miri a una disincentivazione dell’attivita’ e a una auspicabile sua progressiva abolizione”.

Cara Senatrice la caccia va abolita, non regolamentata: le vittime della caccia sono i milioni di esseri viventi massacrati ogni anno.
Ai nostri cugini, lepri o cinghiali che siano, sarà difficile  far capire che sarà loro strappata la vita solo in luoghi ben circoscritti. Soprattutto se in quei luoghi saranno “liberati” appositamente per essere ammazzati.
Senatrice, la vita di un umano, come quella della gallina, è unica ed irripetibile!(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).