GEAPRESS –  Il Ministro Brambilla torna a parlare del pericolo che la caccia rappresenta. Oggetto della questione la tutela dell’incolumità delle persone, ivi compresi gli stessi cacciatori. Tre incidenti in altrettanti giorni di cosiddetta preapertura è veramente troppo. Prima in Sardegna con il cacciatore morto, poi Palermo ove un padre ha sparato sul figlio acquattato dietro un cespuglio scambiandolo per una preda, infine in Trentino dove un altro cacciatore ha centrato un suo compagno di battuta recidendoli un’ arteria.

Il Ministro, ricordando che l’attuale normativa consente ai cacciatori di scavalcare entro certi limiti finanche le recinzioni delle proprietà private, ha sottolineato come “in questo periodo dell’anno i boschi e le campagne sono ancora pieni di turisti e di famiglie con bambini e animali domestici, che hanno tutti i diritti di godere in tranquillità del meraviglioso patrimonio ambientale e faunistico nazionale”.

GeaPress sottolinea come uno dei problemi riscontrati dalle Forze dell’Ordine nell’individuare i padroni della ‘ndrangheta che detengono le cosiddette vacche sacre (vedi articolo GeaPress) è la presenza di recinzioni nelle proprietà private. Se però trattavasi di cacciatori, e non di poliziotti, avrebbero tranquillamente potuto, Codice Civile alla mano, scavalcare ed andare dove volevano.

Per la Brambilla la caccia non è solo crudele ma anche pericolosa.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).