GEAPRESS – Il tutto in pochi giorni. A Riccia (CB), il Corpo Forestale dello Stato, Comando Stazione di San Giuliano del Sannio, rinveniva e poneva sotto sequestro un richiamo acustico elettromagnetico. Riproduceva il verso della quaglia e serviva a catturare illegalmente il volatile. Poche ore dopo, a Salerno, l’intervento della Polizia Provinciale e delle Guardie volontarie del WWF, provvedeva all’identificazione e successiva denuncia di un uccellatore. Quest’ultimo aveva piazzato il richiamo nel balcone di casa e da quel luogo, comodamente seduto, utilizzava le gabbie trappola. Sequestrati anche gli zimbelli rinvenuti, ovvero gli uccelli da richiamo.

Un pensionato di Monopoli (BA) aveva invece costruito un vero e proprio capanno mimetico, nella periferia di Monopoli (BA). Piazzate le reti attendeva la cattura dei volatili. La rete e l’altro materiale utilizzato per la pratica illegale dell’uccellaggione, è stato posto sotto sequestro.

Sempre ieri, si è avuta notizia del sequestro di due veri e propri impianti, ovviamente abusivi, finalizzati alla cattura degli uccelli. I fatti sono accaduti a Cervarese Santa Croce (PD) e ad intervenire è stata la Polizia Provinciale. In questo caso, sono stati sequestrati in tutto dieci fringillidi.

Questo solo negli ultimi giorni.
Viene da chiedersi il perchè del fiorire di tante pratiche notoriamente illegali quali quelle relative dell’uccellagione. Forse perchè, di fatto, non sono punite. La legge sulla caccia prevede, per chi trasgredisce al divieto di uccellagione, “l’arresto fino ad un anno o l’ammenda da lire 1.500.000 a lire 4.000.000 per chi esercita l’uccellagione”. Cosa significa tutto ciò? Poco più del nulla. Il reato, come tutti i reati venatori, è di natura contravvenzionale. La previsione di arresto non significa affatto … galera, dove, in effetti, non ci va nessuno. La pena, infatti, è ben al di sotto del minimo previsto per la punibilità. La contestazione riguarda sempre una piccola ammenda. Sempre che il colpevole non utilizzi l’oblazione e sempre che si arrivi alla condanna, ovvero non si incappi nella probabile prescrizione. In alternativa al processo, c’è poi il Decreto Penale, ovvero pena (pecunaria) ridotta. Potrebbe essere contestato il più grave reato delitto (non contravvenzionale, perciò) di furto al patrimonio indisponibile dello Stato. Non sempre, però, questa possibilità viene applicata. Inoltre, se contestata a cacciatori con regolare permesso, nulla, in tal senso, può essergli imputato. La legge sulla caccia, infatti, ha escluso per loro i reati di furto, furto aggravato e ricettazione. Trappole ed altri sistemi pe la cattura degli uccelli sono liberamente consultabili nbei siti web che parlano di caccia. Il tutto, per tenere viva la cultura venatoria che fu. L’uso, c’è scritto, di questi metodi è vietato. Del resto, per i richiami acustici è vietato l’uso ma non la vendita. Cosa vogliamo di più?

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