GEAPRESS – L’arcipelago delle Tremiti, oltre che una perla paesaggistica, è una delle zone di più elevato interesse per gli uccelli selvatici, intenso crocevia di flussi migratori trans-adriatici. L’importanza faunistica le è valso l’inserimento nella Rete Natura 2000 come SIC (Sito di Importanza Comunitaria) e ZPS (Zona di Protezione Speciale) oltre che nella Riserva Marina omonima e nel Parco Nazionale del Gargano.

A sottolinearlo sono le Associazioni LIPU e VAS, che in un loro comunicato bollano come “pessima trovata elettorale” quella dell’Amministrazione comunale di Tremiti, di chiedere l’apertura della caccia sulle isole. La delibera comunale, infatti, si rivolgerebbe in special modo al Ministero dell’Ambiente e al Parco Nazionale del Gargano affinché rivedano la loro posizione in merito.

LIPU e VAS parlano anche di confusa contraddizione. Questo perchè, secondo le due associazioni, da un lato si chiede che l’attività venatoria possa essere aperta ai soli residenti e dall’altra si magnificano le conseguenze positive, “attraendo cosi altre più importanti, numerose presenze invernali”. Cosa lascia intendere tale ultimo passo?  Secondo LIPU e VAS si potrebbe trattare di una sorta di “turismo” legato alla caccia.

Una proposta irricevibile – affermano  LIPU e VAS – che non tiene conto delle autentiche vocazioni dell’arcipelago e che sarà avversata nelle sedi regionali e ministeriali”. Secondo le due associazioni non viene preso in considerazione il fenomeno  del bracconaggio.  “Una piaga di plateale illegalità a giudicare dagli spari che si odono in certi periodi e che ben difficilmente possono essere attribuiti a cacciatori non residenti”.

Sulla vicenda è arrivata pure la dura presa di posizione del  WWF Puglia, che già da tempo denuncia agli organi competenti i continui atti di bracconaggio in particolar modo sull’isola di San Domino. Una delibera che il WWF non esita a definire  “agghiacciante” .

La decisione dell’assise tremitese – afferma nel suo comunicato il WWF Puglia – appare gravissima se si ricorda che la caccia alle isole Tremiti è vietata dal 1995. Con l’istituzione del Parco, infatti, è stato introdotto il divieto di cattura, uccisione, danneggiamento e disturbo delle specie animali stabilito dall’art. 11 della legge quadro sulle aree protette, vigente sull’intero territorio del Parco Nazionale del Gargano a cui le isole Tremiti appartengono. Non può essere quindi una deliberazione di consiglio comunale a consentire l’istituzione di aree di caccia nell’arcipelago.

Secondo Carlo Fierro, presidente del WWF Foggia “le isole Tremiti sono un patrimonio mondiale di proprietà di tutti e non solo dei tremitesi che, semmai, hanno un dovere in più: quello di preservarle per trasmetterle intatte alle future generazioni”.

L’appello è ora rivolto al Ministero dell’Ambiente, Parco del Gargano e Regione Puglia. “Ci aspettiamo – conclude il WWF – un pronto intervento per contrastare la delibera consiliare che ha chiesto l’istituzione delle due riserve di caccia”. Dal Corpo Forestale dello Stato, poi, è atteso un deciso intervento per fermare il bracconaggio nell’arcipelago.

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